venerdì 29 marzo 2013
La dieta in gravidanza "costruisce" il nostro futuro
Dimmi cosa ha mangiato tua madre e ti dirò chi sei. La dieta
durante i nove mesi di gravidanza determina il futuro del nascituro. La
tesi è sviluppata in un libro Origins di Anne Murphy Paul
che dispensa anche molti consigli sull'alimentazione: non esagerare con
il consumo di cibo perché il bambino rischia di nascere con
malformazioni, buisogna mangiare proteine per evitare che il piccolo
sviluppi tessuto adiposo e non muscoli rischiando così obesità, diabete e
malattie cardiache. Sì al consumo di pesce ma senza esagerare: da un
lato aiuta a sviluppare il sistema nervoso, ma un consumo eccessivo di
tonno e pesce spada, tramette poco mercurio al piccolo e potrebbe
portarlo ad avere difficoltà ad esprimersi o un ritardo mentale. Se si
mangia troppo il piccolo potrebbe avere delle malformzioni. Anche la
stagione in cui si nasce condiziona il futuro chi nasce in estate è più
alto di un centimetro, e ha un'ossatura più forte: questo perché nei
mesi caldi la mamma sintentizza più vitamina D.
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martedì 26 marzo 2013
La Fico a Balotelli: "Vieni a vedere tua figlia"
Occhi neri, riccioli ribelli come quelli della madre e
carnagione scura come il papà. Quel padre che però non vuole
riconoscerla e anzi, non l'ha mai neanche voluta incontrare. Raffella Fico, 25 anni, tiene tra le braccia la piccola Pia: frutto dell'amore durato undici mesi con l'attaccante oggi del Milan, Mario Balotelli. In un'intervista rilasciata al settimanale Gente la
giovane donna, che mise la propria verginità all'asta, lancia
l'appello: "Vorrei cha Mario incontrasse Pia. Che le volesse bene". La
Fico poi si racconta come madre amorevole e determinata. "Non è
bellissima, Pia? A volte mi alzo la mattina e sono triste, ma mi basta
prenderla in braccio, accarezzarla , per sentirmi bene. Le ho dato la
vita e lei ha reso migliore la mia. Ma è inutile negarlo: non è stato e
non sarà semplice. Finora ho dovuto essere madre e padre per questa
bimba" si sfoga Raffaella. Del vero motivo sulla fine della sua storia
con il giocatore si sa poco o niente. Lui adesso sta con un'altra e lei
cresce la loro bambina in un paese alle porte di Napoli, aiutata dalla
madre e dal fratello. Non si sono più visti né sentiti. Tra i due solo
botta e risposta mediatici, seguiti dalla richiesta di Mario, arrivata
tramite l'agenzia di stampa Ansa, di avere il test del Dna. La
Fico ha acconsentito. Il test, però, per essere effettuato necessita che
i due genitori si rechino insieme in Tribunale per un processo nel
quale viene disposta la prova del Dna. "Sono qui e sono pronta, Lui lo
è? Deve solo dirmi dove e quando" garantisce Raffaella al latitante ex
compagno.
L'anello - Lei però di Mario ha ancora un bel ricordo, quello di un grande amore: "In un attimo si stravolge ogni cosa: ora c'è una nuova creatura, ma è naufragato il sogno che avevo, anzi che avevamo: mettere su famiglia". Non solo una storia di passione quindi quella tra la showgirl e Mario, i due avevano intenzioni serie: " Volevamo sposarci. Lui mi ha regalato un anello, io ho tatuato sull'anulare destro le sue iniziali, lui ha una R, un cuore e una F sul braccio destro" asserisce la Fico che sulla somiglianza tra la bambina e Balotelli ironizza: "A chi assomiglia? Pia è la forma evoluta del padre. E di noi due insieme. La guardo e ricordo quello che è stato tra me e Mario. Ma penso anche a quanto di bello si stia perdendo lui non avendola ancora vista e presa tra le braccia. Non me ne capacito". Raffaella non riesce a credere che un padre non abbia il desiderio di tenere tra le braccia quel piccolo fagottino e giura che l'amore per lui ormai è concluso: "Una donna incinta che si sente abbandonare è spaventata, piange ma è anche piena di rabbia. Una che partorisce e si sente dire dal padre di sua figlia che non gli interessa, è come se ricevesse un pugno al cuore". Ferita si, ma anche determinata: "Domani Pia mi farà domande e voglio darle le risposte giuste". Dopo l'amore tormentato, le troppe parole, la morte delle speranze e la vita che nasce in una nuova creatura adesso la Fico vuole andare avanti ma non prima di aver lanciato un ultimo appello al campione milanista: "Vorrei che incontrasse Pia. Le volesse bene. E trovasse il modo di avere un rapporto civile con me, per nostra figlia. Ho perso il papà un anno e mezzo fa, so cosa significa sentirlo accanto e che vuoto si provi a non averlo più. Un padre è un punto di riferimento non voglio pensare che la mia bambina ne venga privata".
L'anello - Lei però di Mario ha ancora un bel ricordo, quello di un grande amore: "In un attimo si stravolge ogni cosa: ora c'è una nuova creatura, ma è naufragato il sogno che avevo, anzi che avevamo: mettere su famiglia". Non solo una storia di passione quindi quella tra la showgirl e Mario, i due avevano intenzioni serie: " Volevamo sposarci. Lui mi ha regalato un anello, io ho tatuato sull'anulare destro le sue iniziali, lui ha una R, un cuore e una F sul braccio destro" asserisce la Fico che sulla somiglianza tra la bambina e Balotelli ironizza: "A chi assomiglia? Pia è la forma evoluta del padre. E di noi due insieme. La guardo e ricordo quello che è stato tra me e Mario. Ma penso anche a quanto di bello si stia perdendo lui non avendola ancora vista e presa tra le braccia. Non me ne capacito". Raffaella non riesce a credere che un padre non abbia il desiderio di tenere tra le braccia quel piccolo fagottino e giura che l'amore per lui ormai è concluso: "Una donna incinta che si sente abbandonare è spaventata, piange ma è anche piena di rabbia. Una che partorisce e si sente dire dal padre di sua figlia che non gli interessa, è come se ricevesse un pugno al cuore". Ferita si, ma anche determinata: "Domani Pia mi farà domande e voglio darle le risposte giuste". Dopo l'amore tormentato, le troppe parole, la morte delle speranze e la vita che nasce in una nuova creatura adesso la Fico vuole andare avanti ma non prima di aver lanciato un ultimo appello al campione milanista: "Vorrei che incontrasse Pia. Le volesse bene. E trovasse il modo di avere un rapporto civile con me, per nostra figlia. Ho perso il papà un anno e mezzo fa, so cosa significa sentirlo accanto e che vuoto si provi a non averlo più. Un padre è un punto di riferimento non voglio pensare che la mia bambina ne venga privata".
Mara Carfagna, dal dolore per il divorzio alla politica: "Berlusconi ha creduto in me"
La parlamentare per il Popolo della Libertà ed ex showgirl, Mara Carfagna 37 anni, a distanza di alcuni mesi dall'addio con l'imprenditore Marco Mezzaroma torna sull'argomento e racconta il suo dolore in un'intervista per il settimanale Grazia.
Il matrimonio, durato solamente un anno, è stato fonte di grande pena
per l'ex ministro delle Pari Opportunità che dichiara di aver affrontato
la rottura da sola: "In silenzio. Io faccio così. È una cosa che ho
imparato da mia madre. Anche lei ha attraversato, a suo tempo, un
periodo di separazione. E lo ha fatto con dignità e riservatezza" e poi
aggiunge: "E' stato un dolore enorme". Per fortuna, a non farla
concentrare troppo sui disguidi della sua vita sentimentale, c'era la
politica: "Ero sempre triste. Ma dovevo pur uscire di casa, no? La
campagna elettorale a suo tempo mi ha dato una grande mano a
metabolizzare la sofferenza". Adesso si dichiara pronta ad affrontare la
sua nuova vita e si dice fiduciosa: "Sono in ripresa. Ce la sto
facendo".
Le critiche - La Carfagna è stata spesso accusata di essere giunta ai vertici non per meritocrazia, ma solamente perchè ritenuta una bella donna, e quindi non meritevole del ruolo che occupa. Lei però non ci sta all'etichetta imposta e riguardo ai pregiudizi nei suoi confronti si dice pronta a superarli: "Perché venivo dalla tv. E perché ho fatto una carriera velocissima. Si dava per scontato che ci fosse qualcosa di poco pulito" e poi aggiunge un ringraziamento personale "E invece Berlusconi ha creduto in me". Mara però non rinnega niente del suo passato: "Ho cominciato a lavorare in tv per mantenermi agli studi. Ma sapevo che quella non sarebbe stata la mia vera vita", del suo passato sul piccolo schermo conserva le fotografie e i ricordi ma adesso vuole concentrarsi solo su questioni governative: "Di sicuro vado più fiera delle migliaia di preferenze che ho preso nelle regionali in Campania". La Carfagna è dovuta scendere a patti con se stessa per poter risultare credibile agli occhi dei suoi colleghi uomini, partendo dall'abbigliamento: "Ho cambiato look anche per una questione di rispetto. Se vado in chiesa non indosso gli shorts. E poi ho dovuto conquistarmi un’autorevolezza che mi veniva negata a prescindere". La parlamentare, al momento, si dice concentrata solo sul lavoro, d'altronde, per le questioni di cuore c'è ancora tanto tempo.
Le critiche - La Carfagna è stata spesso accusata di essere giunta ai vertici non per meritocrazia, ma solamente perchè ritenuta una bella donna, e quindi non meritevole del ruolo che occupa. Lei però non ci sta all'etichetta imposta e riguardo ai pregiudizi nei suoi confronti si dice pronta a superarli: "Perché venivo dalla tv. E perché ho fatto una carriera velocissima. Si dava per scontato che ci fosse qualcosa di poco pulito" e poi aggiunge un ringraziamento personale "E invece Berlusconi ha creduto in me". Mara però non rinnega niente del suo passato: "Ho cominciato a lavorare in tv per mantenermi agli studi. Ma sapevo che quella non sarebbe stata la mia vera vita", del suo passato sul piccolo schermo conserva le fotografie e i ricordi ma adesso vuole concentrarsi solo su questioni governative: "Di sicuro vado più fiera delle migliaia di preferenze che ho preso nelle regionali in Campania". La Carfagna è dovuta scendere a patti con se stessa per poter risultare credibile agli occhi dei suoi colleghi uomini, partendo dall'abbigliamento: "Ho cambiato look anche per una questione di rispetto. Se vado in chiesa non indosso gli shorts. E poi ho dovuto conquistarmi un’autorevolezza che mi veniva negata a prescindere". La parlamentare, al momento, si dice concentrata solo sul lavoro, d'altronde, per le questioni di cuore c'è ancora tanto tempo.
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Belen a pochi giorni dal parto riscopre la riservatezza
La gravidanza avanzata ha regalato a Belen Rodriguez la
riservatezza. Lei che non ha mai disdegnato di essere al centro
dell'attenzione dei paparazzi, che ha fatto della sua vita privata una
fiction da condividere con i suoi fan a pochi giorni dalla nascita del
figlio Santiago ha cambiato idea. Riconosciuta per le
strade di Milano mentre faceva shopping con la madre la bella argentina
avrebbe volentieri evitato quei flash che l'hanno immortalata con tutte
le sue curve arrotondate dal prossimo lieto evento. Ha provato a
proteggersi il volto con la mano, ma non c'è stato niente da fare. Il
fotografo ha continuato a seguirla e lei è stata costretta a rifuggiarsi
in auto.
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Meredith, annullata l'assoluzione di Amanda Knox e Raffaele Sollecito
Il processo è da rifare. La Cassazione
ha annullato l'asoluzione per Amanda Knox e Raffaele Sollecito nel
processo per l'uccisione della studentessa inglese Meredith Kercher.
La corte suprema ha accolto dunque il ricorso del pg che ha chiesto l'annullamento della sentenza di secondo grado con cui erano stati assolti i due ex fidanzati. Il nuovo processo d'appello per l'omicidio di Meredith Kercher si celebrerà a Firenze, forse prima dell'estate. Dopo la decisione di oggi gli atti dovranno essere trasmessi nel capoluogo toscano. In Corte d'Appello a Firenze si spiega che i tempi dipenderanno dal calendario delle udienze già fissate e dalla durata dei processi, ma che dovrebbero essere relativamente veloci.
La Corte di cassazione ha respinto invece il ricorso di Amanda contro la condanna a tre anni di reclusione per calunnia nei confronti di Patrick Lumumba, l'uomo da lei accusato del delitto. La condanna diventa così definitiva. La Knox ha già interamente scontato la pena.
«Sono delusa»: è quanto ha detto Amanda al suo legale Carlo Dalla Vedova, che l'ha informata della decisione della Cassazione di disporre un nuovo processo d'appello. Amanda, che è negli Stati Uniti, ha passato una notte insonne in attesa del verdetto della Suprema Corte. «Continuano a non credermi», aveva detto l'americana nella tarda serata di ieri al telefono con uno dei suoi legali.
«Sono addolorata», sono poi le dichiarazioni di Amanda riportate dal Seattle Times in cui la ragazza definisce «completamente infondata e ingiusta» la teoria dei procuratori di Perugia. «Non importa ciò che accadrà: io e la mia famiglia continueremo la nostra battaglia legale, fiduciosi nella verità contro accuse errate».
Knox ha atteso la decisione della Cassazione nella sua casa di Seattle. La studentessa è infatti tornata negli Usa dopo essere stata scarcerata. «Già da ieri sera - ha detto Dalla Vedova - era preoccupata e in trepida attesa. Ha trascorso la notte senza dormire. Oggi è delusa ma non abbattuta, come è sempre stata per il suo carattere. È consapevole della sua innocenza. Prima di esprimere un giudizio definitivo sulla sentenza della Cassazione, aspettiamo comunque di leggere le motivazioni».
Assente in aula, al momento della lettura del dispositivo della sentenza, il padre di Raffaele Sollecito, anche lui non presente in aula, che ieri invece aveva trascorso la giornata in attesa al Palazzaccio. «Non per pessimismo», ha detto il legale di Raffaele, l'avvocato Luca Maori, commentando la sentenza dei giudici della Cassazione, ma perché «è una persona stanca che si è battuta come un leone. E non se la sentiva di essere ancora aggredita dai giornalisti. Del resto - ha aggiunto l'avvocato - questo non è un processo, ma un processo mediatico» e «il padre di Raffaele non vuole più essere oggetto del clamore mediatico di questi cinque anni», ha concluso il legale.
Ha accolto in lacrime la notizia dell'annullamento del processo d'appello, la sorella di Meredity, Stephanie. «Sono felice...», ha detto al legale di famiglia, l'avvocato Francesco Maresca. Il legale ha spiegato alla sorella di Meredith la decisione della Cassazione. «Voleva capire che cosa accadrà adesso», ha detto l'avvocato Maresca che rappresenta la famiglia Kercher come parte civile. «Sono felice - ha aggiunto Stephanie - e voglio capire».
Il gesto del pugno in segno di vittoria. Così l'avvocato Maresca ha accolto la sentenza di annullamento. «Questa decisione - ha poi detto Maresca - serve anche a ridare la definitiva e finale verità sull'omicidio di Meredith. C'erano più persone assieme a Guede. I giudici ci diranno chi». «Avevo fiducia», ha aggiunto l'avvocato: «La Cassazione è conosciuta per la sua preparazione in punto di diritto. Avevo fiducia perché erano tanti i vizi della sentenza d'appello. Questa è una vittoria processuale e morale».
«La battaglia continua», ha osservato l'avvocato Giulia Bongiorno, un altro dei difensori di Sollecito. «Questo processo è partito in salita - ha detto Bongiorno - e stiamo scalando un gradino dopo l'altro. Certo, oggi, nel giorno del compleanno di Raffaele, speravamo di sentire la parola fine, anche perché la sentenza di appello è stata coerente e logica. La decisione della Cassazione non è comunque una condanna. Non ripartiremo da zero, ma solo leggendo le motivazioni dei giudici potremo capire su cosa si svolgerà il processo di appello».
Il pg della Cassazione Luigi Riello ieri aveva chiesto di annullare l'assoluzione di Raffaele e Amanda per l'omicidio avvenuto a Perugia nella notte tra il primo e due novembre del 2007. Condannati a 25 e 26 anni di reclusione in primo grado i due sono stati assolti in appello, tornando liberi dopo quasi quattro anni di reclusione.
Il nuovo processo d'appello a Sollecito e Knox sarà «su tutto»: a dirlo è stato il procuratore generale della Cassazione subito dopo la lettura del dispositivo. Il magistrato ha spiegato che è stato totalmente accolto il ricorso della Procura generale di Perugia. Ad occuparsi del caso sarà la Corte d'assise d'appello di Firenze in quanto a Perugia c'è solo una sezione del collegio di secondo grado. «La sentenza della Cassazione - ha spiegato ancora il procuratore generale - sarà come un binario sul quale la Corte di Firenze si dovrà muovere, dirà quali principi seguire per rinnovare il giudizio». Il procuratore generale ha ribadito che in Cassazione sul banco degli imputati «non ci sono le persone ma le sentenze».
«La sentenza della corte d'appello di Perugia» che ha assolto Sollecito e Knox «è un raro concentrato di violazioni di legge e di illogicità e credo che debba essere annullata», aveva sottolineato ieri il pg della Cassazione. La studentessa inglese, che nel 2007 era giunta da poco a Perugia per studiare, venne colpita mortalmente alla gola con un coltello nella sua camera di una casa presa in affitto in via della Pergola. Le indagini della polizia coordinate dal sostituto procuratore Giuliano Mignini portarono, il 6 novembre, all'arresto di Sollecito e dell'allora fidanzata Amanda Knox, coinquilina della Kercher. In carcere finì anche Patrick Lumumba, coinvolto proprio dalle dichiarazioni dell'americana ma poi risultato totalmente estraneo agli addebiti e quindi scarcerato e prosciolto.
Le indagini portarono invece a individuare Rudy Guede, incastrato da un'impronta di mano insanguinata accanto al cadavere. Arrestato in Germania dove era fuggito è stato condannato con il rito abbreviato a 16 anni di reclusione diventati definitivi e che sta scontando nel carcere di Viterbo. Sollecito e la Knox si sono sempre proclamati innocenti.
La sentenza di secondo grado è stata impugnata in Cassazione dalla procura generale di Perugia. Con un ricorso di un centinaio di pagine firmato dal capo dell'Ufficio Giovanni Galati e dal sostituto Giancarlo Costagliola che hanno chiesto l'annullamento dell'assoluzione e quindi il rinvio a un nuovo esame. Così come i legali della famiglia Kercher. Anche loro hanno fatto ricorso contro l'assoluzione dei due ex fidanzati. La Cassazione dovrà decidere anche sul ricorso della difesa della Knox contro la condanna dell'americana a tre anni, già scontati, per la calunnia a Lumumba.
«In questo processo il giudice di merito ha smarrito la bussola», ha sostenuto Riello nella sua requisitoria, riferendosi alla sentenza d'appello che ha assolto Sollecito e Knox. Secondo il pg il collegio di secondo grado ha «frantumato gli elementi indiziari», parlando di una loro «parcellizzazione». Riello ha poi parlato di una «buona dose di snobbismo» dei giudici d'appello «nel banalizzare» la sentenza di condanna in primo grado «riducendola a quattro motivi». Ha poi definito «punto fondamentale» la calunnia della Knox a Patrick Lumumba.
«Imputare tutto a questi pasticcioni della scientifica, che non sono brigadieri, con tutto il rispetto, che giocano a fare il piccolo chimico, ma un reparto altamente specializzato, è non congruo», ha detto ancora il pg, che ha comunque ricordato che gli stessi periti di appello hanno escluso che eventuali contaminazioni fossero avvenute in laboratorio. Riello ha aggiunto che gli accertamenti genetici sono stati svolti con le garanzie degli esami irripetibili, «del tutto assimilabili alle perizie».
L'avvocato Carlo Dalla Vedova, uno dei difensori di Knox, ha sottolineato ieri che il dibattimento di appello «ha solo portato alla luce la verità dopo l'errore compiuto la sera del 6 novembre (quella dell'arresto dei due fidanzati, ndr)». «Un errore sanato - ha ribadito il legale - dalla sentenza d'appello». L'avvocato Dalla Vedova ha ricordato le «54 ore di interrogatorio subite da Amanda, voleva collaborare perché era amica di Meredith». Ha poi parlato del memoriale scritto da Amanda in questura sottolineando come lei dicesse di essere «confusa, non sicura di ciò che ho detto». Dalla Vedova ha parlato di un tentativo di riapertura del processo in Cassazione, «in una sorta di terzo grado di giudizio». «Confidiamo che la Cassazione recuperi la sentenza d'appello e gli dia sostanza» ha concluso l'altro difensore della Knox, l'avvocato Luciano Ghirga.
La corte suprema ha accolto dunque il ricorso del pg che ha chiesto l'annullamento della sentenza di secondo grado con cui erano stati assolti i due ex fidanzati. Il nuovo processo d'appello per l'omicidio di Meredith Kercher si celebrerà a Firenze, forse prima dell'estate. Dopo la decisione di oggi gli atti dovranno essere trasmessi nel capoluogo toscano. In Corte d'Appello a Firenze si spiega che i tempi dipenderanno dal calendario delle udienze già fissate e dalla durata dei processi, ma che dovrebbero essere relativamente veloci.
La Corte di cassazione ha respinto invece il ricorso di Amanda contro la condanna a tre anni di reclusione per calunnia nei confronti di Patrick Lumumba, l'uomo da lei accusato del delitto. La condanna diventa così definitiva. La Knox ha già interamente scontato la pena.
«Sono delusa»: è quanto ha detto Amanda al suo legale Carlo Dalla Vedova, che l'ha informata della decisione della Cassazione di disporre un nuovo processo d'appello. Amanda, che è negli Stati Uniti, ha passato una notte insonne in attesa del verdetto della Suprema Corte. «Continuano a non credermi», aveva detto l'americana nella tarda serata di ieri al telefono con uno dei suoi legali.
«Sono addolorata», sono poi le dichiarazioni di Amanda riportate dal Seattle Times in cui la ragazza definisce «completamente infondata e ingiusta» la teoria dei procuratori di Perugia. «Non importa ciò che accadrà: io e la mia famiglia continueremo la nostra battaglia legale, fiduciosi nella verità contro accuse errate».
Knox ha atteso la decisione della Cassazione nella sua casa di Seattle. La studentessa è infatti tornata negli Usa dopo essere stata scarcerata. «Già da ieri sera - ha detto Dalla Vedova - era preoccupata e in trepida attesa. Ha trascorso la notte senza dormire. Oggi è delusa ma non abbattuta, come è sempre stata per il suo carattere. È consapevole della sua innocenza. Prima di esprimere un giudizio definitivo sulla sentenza della Cassazione, aspettiamo comunque di leggere le motivazioni».
Assente in aula, al momento della lettura del dispositivo della sentenza, il padre di Raffaele Sollecito, anche lui non presente in aula, che ieri invece aveva trascorso la giornata in attesa al Palazzaccio. «Non per pessimismo», ha detto il legale di Raffaele, l'avvocato Luca Maori, commentando la sentenza dei giudici della Cassazione, ma perché «è una persona stanca che si è battuta come un leone. E non se la sentiva di essere ancora aggredita dai giornalisti. Del resto - ha aggiunto l'avvocato - questo non è un processo, ma un processo mediatico» e «il padre di Raffaele non vuole più essere oggetto del clamore mediatico di questi cinque anni», ha concluso il legale.
Ha accolto in lacrime la notizia dell'annullamento del processo d'appello, la sorella di Meredity, Stephanie. «Sono felice...», ha detto al legale di famiglia, l'avvocato Francesco Maresca. Il legale ha spiegato alla sorella di Meredith la decisione della Cassazione. «Voleva capire che cosa accadrà adesso», ha detto l'avvocato Maresca che rappresenta la famiglia Kercher come parte civile. «Sono felice - ha aggiunto Stephanie - e voglio capire».
Il gesto del pugno in segno di vittoria. Così l'avvocato Maresca ha accolto la sentenza di annullamento. «Questa decisione - ha poi detto Maresca - serve anche a ridare la definitiva e finale verità sull'omicidio di Meredith. C'erano più persone assieme a Guede. I giudici ci diranno chi». «Avevo fiducia», ha aggiunto l'avvocato: «La Cassazione è conosciuta per la sua preparazione in punto di diritto. Avevo fiducia perché erano tanti i vizi della sentenza d'appello. Questa è una vittoria processuale e morale».
«La battaglia continua», ha osservato l'avvocato Giulia Bongiorno, un altro dei difensori di Sollecito. «Questo processo è partito in salita - ha detto Bongiorno - e stiamo scalando un gradino dopo l'altro. Certo, oggi, nel giorno del compleanno di Raffaele, speravamo di sentire la parola fine, anche perché la sentenza di appello è stata coerente e logica. La decisione della Cassazione non è comunque una condanna. Non ripartiremo da zero, ma solo leggendo le motivazioni dei giudici potremo capire su cosa si svolgerà il processo di appello».
Il pg della Cassazione Luigi Riello ieri aveva chiesto di annullare l'assoluzione di Raffaele e Amanda per l'omicidio avvenuto a Perugia nella notte tra il primo e due novembre del 2007. Condannati a 25 e 26 anni di reclusione in primo grado i due sono stati assolti in appello, tornando liberi dopo quasi quattro anni di reclusione.
Il nuovo processo d'appello a Sollecito e Knox sarà «su tutto»: a dirlo è stato il procuratore generale della Cassazione subito dopo la lettura del dispositivo. Il magistrato ha spiegato che è stato totalmente accolto il ricorso della Procura generale di Perugia. Ad occuparsi del caso sarà la Corte d'assise d'appello di Firenze in quanto a Perugia c'è solo una sezione del collegio di secondo grado. «La sentenza della Cassazione - ha spiegato ancora il procuratore generale - sarà come un binario sul quale la Corte di Firenze si dovrà muovere, dirà quali principi seguire per rinnovare il giudizio». Il procuratore generale ha ribadito che in Cassazione sul banco degli imputati «non ci sono le persone ma le sentenze».
«La sentenza della corte d'appello di Perugia» che ha assolto Sollecito e Knox «è un raro concentrato di violazioni di legge e di illogicità e credo che debba essere annullata», aveva sottolineato ieri il pg della Cassazione. La studentessa inglese, che nel 2007 era giunta da poco a Perugia per studiare, venne colpita mortalmente alla gola con un coltello nella sua camera di una casa presa in affitto in via della Pergola. Le indagini della polizia coordinate dal sostituto procuratore Giuliano Mignini portarono, il 6 novembre, all'arresto di Sollecito e dell'allora fidanzata Amanda Knox, coinquilina della Kercher. In carcere finì anche Patrick Lumumba, coinvolto proprio dalle dichiarazioni dell'americana ma poi risultato totalmente estraneo agli addebiti e quindi scarcerato e prosciolto.
Le indagini portarono invece a individuare Rudy Guede, incastrato da un'impronta di mano insanguinata accanto al cadavere. Arrestato in Germania dove era fuggito è stato condannato con il rito abbreviato a 16 anni di reclusione diventati definitivi e che sta scontando nel carcere di Viterbo. Sollecito e la Knox si sono sempre proclamati innocenti.
La sentenza di secondo grado è stata impugnata in Cassazione dalla procura generale di Perugia. Con un ricorso di un centinaio di pagine firmato dal capo dell'Ufficio Giovanni Galati e dal sostituto Giancarlo Costagliola che hanno chiesto l'annullamento dell'assoluzione e quindi il rinvio a un nuovo esame. Così come i legali della famiglia Kercher. Anche loro hanno fatto ricorso contro l'assoluzione dei due ex fidanzati. La Cassazione dovrà decidere anche sul ricorso della difesa della Knox contro la condanna dell'americana a tre anni, già scontati, per la calunnia a Lumumba.
«In questo processo il giudice di merito ha smarrito la bussola», ha sostenuto Riello nella sua requisitoria, riferendosi alla sentenza d'appello che ha assolto Sollecito e Knox. Secondo il pg il collegio di secondo grado ha «frantumato gli elementi indiziari», parlando di una loro «parcellizzazione». Riello ha poi parlato di una «buona dose di snobbismo» dei giudici d'appello «nel banalizzare» la sentenza di condanna in primo grado «riducendola a quattro motivi». Ha poi definito «punto fondamentale» la calunnia della Knox a Patrick Lumumba.
«Imputare tutto a questi pasticcioni della scientifica, che non sono brigadieri, con tutto il rispetto, che giocano a fare il piccolo chimico, ma un reparto altamente specializzato, è non congruo», ha detto ancora il pg, che ha comunque ricordato che gli stessi periti di appello hanno escluso che eventuali contaminazioni fossero avvenute in laboratorio. Riello ha aggiunto che gli accertamenti genetici sono stati svolti con le garanzie degli esami irripetibili, «del tutto assimilabili alle perizie».
L'avvocato Carlo Dalla Vedova, uno dei difensori di Knox, ha sottolineato ieri che il dibattimento di appello «ha solo portato alla luce la verità dopo l'errore compiuto la sera del 6 novembre (quella dell'arresto dei due fidanzati, ndr)». «Un errore sanato - ha ribadito il legale - dalla sentenza d'appello». L'avvocato Dalla Vedova ha ricordato le «54 ore di interrogatorio subite da Amanda, voleva collaborare perché era amica di Meredith». Ha poi parlato del memoriale scritto da Amanda in questura sottolineando come lei dicesse di essere «confusa, non sicura di ciò che ho detto». Dalla Vedova ha parlato di un tentativo di riapertura del processo in Cassazione, «in una sorta di terzo grado di giudizio». «Confidiamo che la Cassazione recuperi la sentenza d'appello e gli dia sostanza» ha concluso l'altro difensore della Knox, l'avvocato Luciano Ghirga.
domenica 24 marzo 2013
Guedalina Tavassi:,, non volevo sposarmi, poi e arrivato Umberto''
"Ero proprio contraria al matrimonio, a queste smancerie. Ma Umberto è unico", non si voleva sposare, ma Guendalina Tavassi ha poi incontrato il suo futuro marito, Umberto D'Aponte:
" Un uomo come lui non esiste - ha dichiarato a "Visto" - È proprio il
principe azzurro che tutte sognano, una persona che mi hanno mandato
dal cielo. E ora, dato che l'ho trovato, non me lo lascio certo
sfuggire".
Le nozze saranno in grande stile: "Vogliamo fare una bella festa. L'abbiamo organizzata alla "Casina Valadier", sul Pincio, uno dei posti più belli di Roma. I genitori di Umberto sanno che mi piacciono i fuochi d'artificio e mi hanno già procurato i più belli. In più, su ogni tavolo, ci sarà una macchina fotografica usa e getta per immortalare ogni momento e tenerlo come ricordo. E anche una torta finta dove ognuno potrà lasciare un pensiero in un bigliettino".
Anche il modo in cui Umberto le ha chiesto la mano è stato romantico: "La cena è stata comunque bellissima e Umberto aveva anche prenotato la suite più bella dell'hotel. Il momento clou è arrivato quasi alla fine delle portate: il cameriere ha portato ancora un mazzo di rose rosse e all'interno c'erano delle lettere da comporre. Le ho messe insieme ed è venuta fuori la frase: ''Vuoi sposare?". Avevano perso la "M" e la ''l''. Però ho capito lo stesso. Sono rimasta senza parole, anche perché nello stesso momento Umberto mi ha infilato un bellissimo anello al dito, davvero meraviglioso, e me l'ha ripetuto a voce".
Le nozze saranno in grande stile: "Vogliamo fare una bella festa. L'abbiamo organizzata alla "Casina Valadier", sul Pincio, uno dei posti più belli di Roma. I genitori di Umberto sanno che mi piacciono i fuochi d'artificio e mi hanno già procurato i più belli. In più, su ogni tavolo, ci sarà una macchina fotografica usa e getta per immortalare ogni momento e tenerlo come ricordo. E anche una torta finta dove ognuno potrà lasciare un pensiero in un bigliettino".
Anche il modo in cui Umberto le ha chiesto la mano è stato romantico: "La cena è stata comunque bellissima e Umberto aveva anche prenotato la suite più bella dell'hotel. Il momento clou è arrivato quasi alla fine delle portate: il cameriere ha portato ancora un mazzo di rose rosse e all'interno c'erano delle lettere da comporre. Le ho messe insieme ed è venuta fuori la frase: ''Vuoi sposare?". Avevano perso la "M" e la ''l''. Però ho capito lo stesso. Sono rimasta senza parole, anche perché nello stesso momento Umberto mi ha infilato un bellissimo anello al dito, davvero meraviglioso, e me l'ha ripetuto a voce".
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Selvaggia Lucarelli contra i vip
Sempre graffiante Selvaggia Lucarelli che dalla sua pagina Facebook stavolta si scaglia contro il "lavoro" dei vip del mondo dello spettacolo: "In questi giorni - si legge sul social network
- o sentito spesso gentili signorine che popolano il favoloso mondo
dello spettacolo pronunciare la frase "Domani lavoro", "Ieri ho
lavorato", "Questa settimana ho avuto un sacco di lavoro". Approfondendo
si scopre sempre che questi "lavori" consistono nel dispensare sorrisi
ai fotografi all'inaugurazione di una gioielleria o del centro
commerciale Le vele a cifre che un comune mortale guadagna in un anno di
lavoro al tornio. Ma non è il cachet il punto e non è manco la
demagogia del sabato pomeriggio. Il punto è che tu, gentile signorina,
saresti pregata di non dire "Domani lavoro", ma "Domani inauguro una
pizzeria al taglio". Le parole sono importanti, come lo è comprendere la
differenza tra lavorare e avere il culo di essere solo belle, perchè a
guadagnare tanto col minimo sforzo non c'è nulla di male, ma a
guadagnare tanto chiamando "lavoro" l'intervista a La vita in diretta
sui benefici del massaggio linfodrenante nel centro estetico I girasoli,
mi verrebbe da prenderti a schiaffoni. Ma tanti, così tanti , da
poterli definire un lavoro"
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Kate Middleton,dopo lo scivolone perfetta scout sulla neve
Dopo il brutto scivolone pubblico per via di un tacco rotto, Kate Middleton torna sotto gli obbiettivi dei fotografi. Stavolta la duchessa di Cambridge, incinta dell'erede di William, ha messo in luce le sue abilità da scout
durante una visita la campo di Great Tower, nei pressi di Newby Bridge.
Kate, nonostante l'abbondante nevicata, ha infatti insegnato ai più
piccoli alcune nozioni di base della vita in mezzo alla natura.
Paola Barale nella tormenta con Antonella Clerici. Ecco il primo vip del nuovo cooking show di Raiuno
Arieccoci. Puntuali come le fragole in primavera o l’agnello a Pasqua torniamo ad occuparci di “Cuochi nella tormenta” il nuovo cooking show della regina del soffritto Antonella Clerici che, proprio il mese prossimo, dovrebbe sbarcare su Raiuno con un carico di aspettative molto, molto alte.
Giancarlo Leone ci punta tanto, la Clerici non è da meno. D’altronde il binomio tra la bionda conduttrice e la cucina in prime time ha sempre funzionato. Vedi in questo senso il successone del reality “Il ristorante” (misteriosamente scomparso) in cui un gruppo di vip si cimentava nella gestione di un locale (ricordiamo le indimenticate De Blank, Tina Cipollari e Pamela Prati).
Dopo avervi spiegato il meccanismo di Cuochi nella tormenta, a metà tra Masterchef e The Voice, andiamo a dare un’occhiata al cast perchè, stando a quanto riportato da sito di Parpiglia, c’è già il primo nome.
Giancarlo Leone ci punta tanto, la Clerici non è da meno. D’altronde il binomio tra la bionda conduttrice e la cucina in prime time ha sempre funzionato. Vedi in questo senso il successone del reality “Il ristorante” (misteriosamente scomparso) in cui un gruppo di vip si cimentava nella gestione di un locale (ricordiamo le indimenticate De Blank, Tina Cipollari e Pamela Prati).
Dopo avervi spiegato il meccanismo di Cuochi nella tormenta, a metà tra Masterchef e The Voice, andiamo a dare un’occhiata al cast perchè, stando a quanto riportato da sito di Parpiglia, c’è già il primo nome.
Si tratterebbe di Paola Barale,
ex signora della domenica, ex viaggiatrice impenitente, ex detective
dell’occulto. La bionda con la valigia, in viaggio continuo verso una
collocazione televisiva chiara e definita, approderebbe alle cucine
della Clerici per volontà della stessa conduttrice che ha tanto
insistito e alla quale, Paola, non ha saputo dire di no.
La Barale è la prima degli otto vip che dovranno affiancare i concorrenti di Cuochi nella tormenta.
Ogni puntata prevede un vincitore scelto
da una giuria non ancora identificata. Una per ognuna delle sei puntate.
Ora resta ancora da capire chi saranno gli altri vip, chi saranno i
giudici della giuria, quando partirà esattamente il programma e chi
affiancherà Antonella Clerici. Insomma, siamo ancora in alto mare, anzi,
nella tormenta.
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giovedì 21 marzo 2013
MICHELLE HUNZIKER E TOMASO TRUSSARDI, SHOPPING DA "FUTURI GENITORI"
Da poco è uscita la notizia di una presunta gravidanza di Michelle Hunziker che a luglio dovrebbe diventare mamma del primo figlio avuto dal fidanzato Tomaso Trussardi, dopo Aurora, nata dalla sua precedente relazione con l'allora marito Eros Ramazzotti.
La showgirl non ha ancora commentato il presunto scoop e naturalmente
si è scatenata la ricerca alla prima foto con accenno di pancino. Tanto
per confondere le acque, Michelle è stata fotografata da "Novella2000"
con il fidanzato, mentre comprano un regalino in una nota catena di
negozi di giocattoli...
domenica 17 marzo 2013
"Cavani ha tradito la moglie con una 22enne napolitana.Voci di divorzio
Ci sarebbe una ragione sorprendente dietro la crisi di Edinson Cavani che
non segna da 8 partite e 725 minuti. Niente avances del Real Madrid o
del City, ma quelle di una ragazza napoletana che sarebbe da qualche
tempo l'amante del giocatore. A rivelare lo scoop è un sito di gossip,
www.parpiglia.com: "Il rapporto tra Cavani e la moglie sarebbe
ufficialmente in crisi - scrive sul suo sito Gabriele Parpiglia,
giornalista che collabora come autore di alcuni programmi per Mediaset
come Mattino Cinque, Pomeriggio Cinque e Verissimo - succede che proprio
verso fine novembre Edinson e Soledad, ai tempi in
dolce attesa, pare si siano presi una lunga pausa. Lei parte e rientra
in Uruguay, a Salto, dove deciderà in seguito di trascorrere le vacanze
natalizie, di partorire e non ritorna più a Napoli. Ma il motivo della
crisi tra i due non è dovuto a una semplice pausa di riflessione. Pare
che Edinson, star mondiale ormai, negli ultimi tre mesi
avrebbe perso letteralmente la testa per una giovane ragazza
napoletana. Un sentimento ricambiato. La trama sembra quella di un film.
Lei mora, prosperosa e procace napoletana sarebbe la figlia di uno dei
più noti ristoratori napoletani. Di giorno studentessa, ha da poco
compiuto ventidue anni, la sera presenza fissa nel locale di famiglia
che da sempre ospita perlopiù i calciatori del Napoli. Cavani,
ribattezza il ristorante come suo posto preferito". La ragazza avrebbe
anche interrotto una lunga relazione che la legava a un giovane della
Napoli bene. Smentite, per ora, non se ne registrano di certo e i tifosi
del Napoli scoprono un motivo in più di inquietudine.
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sabato 16 marzo 2013
Le scarpe che tonificano. E boom di modelli e marche
Glutei e polpacci
tonici con una semplice passeggiata. Il sogno di tutte le donne (e
anche degli uomini) oggi non è più irrealizzabile, grazie alla
tecnologia di speciali calzature che spopolano tra le star e che
quest’inverno offrono un’elegante alternativa al fitness style, con
stivaletti e ciabattine invernali all’ultima moda.
Il principio su cui si basano è quello dell’instabilità, perché una cosa è camminare su un pavimento duro e fermo, un’altra su una superficie vacillante. Con l’impiego di suole tondeggianti e di speciali solette con porzioni di densità diversa, queste calzature riproducono a ogni passo un effetto di sbilanciamento, costringendo la muscolatura a compensare il movimento per mantenere l’equilibrio e, di conseguenza, innescando un lavoro fisiologico su quelle fibre muscolari che normalmente non vengono attivate. Il risultato promesso è un miglioramento della postura, il rassodamento di glutei e cosce e un più veloce consumo delle calorie. Il tutto associato a modelli glamour e fashion.
Tra i brand di punta, la FitFlop, che negli ultimi 4 anni ha venduto 11 milioni di paia di scarpe in 52 paesi del mondo e 250mila solo in Italia, propone per l’inverno una linea ispirata al mondo della montagna, alternando alla classica scarpa allacciata, caldi stivaletti in camoscio e pelliccia in stile doposci o comode ciabatte in feltro. La Mbt fa del cuoio rovesciato e del Gore-tex il suo must, con modelli slanciati e minimali, sia in versione stivale che scarpa.
La Reebok, infine, ripropone il successo delle EasyTone, classica scarpa fitness in colori glamour, e lancia ReePraise, lo stivale alta con tomaia in pelle e suola in gomma, che sfrutta le sfere di bilanciamento con tecnologia Moving Air che spostano l’aria in reazione alla falcata e creano micro-instabilità a ogni passo.
L'INTERVISTA.
Maurizio Bonfigli, personal trainer e direttore della palestra Dabliu Parioli di Roma, queste scarpe sono efficaci?
«Sì perché il principio su cui si basano è antico: ad esempio il metodo Kneipp delle Spa, che deriva dalle antiche terme, prevede l’alternanza di acqua calda e fredda ma anche il camminare su ciottoli di forme diverse che creano instabilità».
Queste scarpe possono sostituire l’allenamento in palestra?
«No, ma per chi non ha la possibilità di frequentarla, aiutano»
La tonificazione di glutei e cosce è la principale richiesta della clientela?
«Sì e la nuova risposta delle palestre è l’allenamento funzionale, basato sull’instabilità: si impiegano piccole palle, tavolette e il tapis roulant su cui camminare a una pendenza elevata sulle punte dei piedi o sui talloni».
Dove nasce questa disciplina?
«Negli Usa, con il nome di Cross Fit, un incrocio di allenamenti diversi».
In Italia dov’è insegnata?
«In alcune palestre Cross Fit di Milano e Roma, ma tutti gli istruttori ormai la utilizzano».
Il principio su cui si basano è quello dell’instabilità, perché una cosa è camminare su un pavimento duro e fermo, un’altra su una superficie vacillante. Con l’impiego di suole tondeggianti e di speciali solette con porzioni di densità diversa, queste calzature riproducono a ogni passo un effetto di sbilanciamento, costringendo la muscolatura a compensare il movimento per mantenere l’equilibrio e, di conseguenza, innescando un lavoro fisiologico su quelle fibre muscolari che normalmente non vengono attivate. Il risultato promesso è un miglioramento della postura, il rassodamento di glutei e cosce e un più veloce consumo delle calorie. Il tutto associato a modelli glamour e fashion.
Tra i brand di punta, la FitFlop, che negli ultimi 4 anni ha venduto 11 milioni di paia di scarpe in 52 paesi del mondo e 250mila solo in Italia, propone per l’inverno una linea ispirata al mondo della montagna, alternando alla classica scarpa allacciata, caldi stivaletti in camoscio e pelliccia in stile doposci o comode ciabatte in feltro. La Mbt fa del cuoio rovesciato e del Gore-tex il suo must, con modelli slanciati e minimali, sia in versione stivale che scarpa.
La Reebok, infine, ripropone il successo delle EasyTone, classica scarpa fitness in colori glamour, e lancia ReePraise, lo stivale alta con tomaia in pelle e suola in gomma, che sfrutta le sfere di bilanciamento con tecnologia Moving Air che spostano l’aria in reazione alla falcata e creano micro-instabilità a ogni passo.
L'INTERVISTA.
Maurizio Bonfigli, personal trainer e direttore della palestra Dabliu Parioli di Roma, queste scarpe sono efficaci?
«Sì perché il principio su cui si basano è antico: ad esempio il metodo Kneipp delle Spa, che deriva dalle antiche terme, prevede l’alternanza di acqua calda e fredda ma anche il camminare su ciottoli di forme diverse che creano instabilità».
Queste scarpe possono sostituire l’allenamento in palestra?
«No, ma per chi non ha la possibilità di frequentarla, aiutano»
La tonificazione di glutei e cosce è la principale richiesta della clientela?
«Sì e la nuova risposta delle palestre è l’allenamento funzionale, basato sull’instabilità: si impiegano piccole palle, tavolette e il tapis roulant su cui camminare a una pendenza elevata sulle punte dei piedi o sui talloni».
Dove nasce questa disciplina?
«Negli Usa, con il nome di Cross Fit, un incrocio di allenamenti diversi».
In Italia dov’è insegnata?
«In alcune palestre Cross Fit di Milano e Roma, ma tutti gli istruttori ormai la utilizzano».
Bere dopo il jogging puo essere dannoso
Bere dopo il jogging è dannoso. Sebbene la maggior parte dei runner
introduca notevoli quantità di liquidi dopo la corsa, una recente
ricerca ha stabilito che questo può nuocere alla salute.
Lo studio è stato condotto dai ricercatori del Loyola University Health System ed è stato pubblicato sul British Journal of Sports Medicine: tale ricerca ha stabilito che un tale eccesso di liquidi espone al rischio di danni alla salute addirittura fatali, per esempio nell'eventualità di lesioni al cervello per una riduzione eccessiva di sodio nel sangue.
Tuttavia, un eccesso di sali minerali o di liquidi ingeriti può causare le stesse alterazioni di una carenza degli stessi. Inoltre, consigliano gli esperti, una alimentazione ricca di frutta e verdura può sopperire ai sali minerali persi durante la corsa.
Lo studio è stato condotto dai ricercatori del Loyola University Health System ed è stato pubblicato sul British Journal of Sports Medicine: tale ricerca ha stabilito che un tale eccesso di liquidi espone al rischio di danni alla salute addirittura fatali, per esempio nell'eventualità di lesioni al cervello per una riduzione eccessiva di sodio nel sangue.
Tuttavia, un eccesso di sali minerali o di liquidi ingeriti può causare le stesse alterazioni di una carenza degli stessi. Inoltre, consigliano gli esperti, una alimentazione ricca di frutta e verdura può sopperire ai sali minerali persi durante la corsa.
Guro del profumo creano fragranze esclusive a prezzi stellalari
Si chiamano nasi,
proprio perché hanno fiuto. E da vendere. Sono gli stilisti del
profumo, quello d’autore. Veri e propri creativi dell’essenza vaporosa
capace di produrre esperienze olfattive totalizzanti. Perché il profumo è
prima di tutto evocazione. Ma cosa ci attira di un profumo?
Essenzialmente le sue note, quelle che compongono la cosidetta piramide
olfattiva: ci sono le note di testa, di solite fragranze leggere ed
evanescenti (agrumate, erbacee, acquatiche e marine) che evaporano quasi
subito ma che determinano la scelta iniziale. Quelle di cuore,
dominanti, che permangono più a lungo (circa 2/4 ore). Si tratta spesso
di note fiorite (gelsomino, mughetto, rosa, tuberosa, ylang-ylang),
della frutta, verdi o speziate (cannella, chiodo di garofano,
coriandolo, noce moscata, pepe).
Ma il vero colpo di fulmine arriva dalle note di fondo, le più persistenti (legni, muschi, spezie, note animali, vaniglia). Sono quelle che creano la scia quando camminate. Tra queste ultime sembra andare di moda l’aromatico Oud, una resina preziosa prodotta da un legno arabo ammuffito. Il maestro profumaio, Saalam Attar ha addirittura lanciato una sfida: «rendere l’Oud migliore dell’Oud». Su basenotes.net ha aperto un forum in cui gli appassionati possono proporre i loro mix perfetti partecipando alla formulazione della sua nuova creatura: l’Oud Caravan. Altra esperienza di genere equo e solidale, visto l’intento benefico, sono le Six Scents Parfumes, sei fragranze per una collezione a tiratura limitata, nate dall’incontro di nasi creativi d’eccellenza. Ma per chi è alla ricerca dell’eclusività, l’esperienza del profumo artigianale si fa anche su misura. Bespoke fragrance è il tailor made lanciato dall’inglese Lyn Harris (del marchio Miller Harris) che nella sua boutique a Notting Hill costruisce essenze personalizzate. Ci vogliono almeno 3 mesi per trovare il mix ideale. Al primo incontro si annusa, poi sulla base delle note preferite si formulano tre fra granze, che verranno sottoposte al test del cliente. Un mese di tempo per indossarle e scoprire la proposta più sentita. Insieme a quelle dell’italiano Lorenzo Villoresi sono distillati d’autore abbordabili (1000, 3000 euro) solo però se messe a confronto con i su misura di Cartier e Guerlain che arrivano a costare anche 60 mila euro al litro. Per chi volesse affacciarsi almeno all’esperienza del profumo di nicchia segnaliamo: a Roma, l’atelier Campomarzio70, un vero e proprio concept store delle essenze d’artigianato, che ospita anche anteprime, degustazioni, presentazioni e incontri. A Milano, il punto di riferimento degli addicted del ricercato è nel cuore del centro storioco, da Calé Fragranze d’autore.
Ma il vero colpo di fulmine arriva dalle note di fondo, le più persistenti (legni, muschi, spezie, note animali, vaniglia). Sono quelle che creano la scia quando camminate. Tra queste ultime sembra andare di moda l’aromatico Oud, una resina preziosa prodotta da un legno arabo ammuffito. Il maestro profumaio, Saalam Attar ha addirittura lanciato una sfida: «rendere l’Oud migliore dell’Oud». Su basenotes.net ha aperto un forum in cui gli appassionati possono proporre i loro mix perfetti partecipando alla formulazione della sua nuova creatura: l’Oud Caravan. Altra esperienza di genere equo e solidale, visto l’intento benefico, sono le Six Scents Parfumes, sei fragranze per una collezione a tiratura limitata, nate dall’incontro di nasi creativi d’eccellenza. Ma per chi è alla ricerca dell’eclusività, l’esperienza del profumo artigianale si fa anche su misura. Bespoke fragrance è il tailor made lanciato dall’inglese Lyn Harris (del marchio Miller Harris) che nella sua boutique a Notting Hill costruisce essenze personalizzate. Ci vogliono almeno 3 mesi per trovare il mix ideale. Al primo incontro si annusa, poi sulla base delle note preferite si formulano tre fra granze, che verranno sottoposte al test del cliente. Un mese di tempo per indossarle e scoprire la proposta più sentita. Insieme a quelle dell’italiano Lorenzo Villoresi sono distillati d’autore abbordabili (1000, 3000 euro) solo però se messe a confronto con i su misura di Cartier e Guerlain che arrivano a costare anche 60 mila euro al litro. Per chi volesse affacciarsi almeno all’esperienza del profumo di nicchia segnaliamo: a Roma, l’atelier Campomarzio70, un vero e proprio concept store delle essenze d’artigianato, che ospita anche anteprime, degustazioni, presentazioni e incontri. A Milano, il punto di riferimento degli addicted del ricercato è nel cuore del centro storioco, da Calé Fragranze d’autore.
Belle naturalmente. Trattamenti da fare in casa con prodotti low budget
Stress, smog,
abitudini alimentari e di vita poco sane provocano danni alla pelle, che
perde elasticità, si secca, e assume un colorito spento. Per combattere
l’invecchiamento cutaneo e donare nuovamente splendore a viso e corpo,
le creme a base di principi attivi naturali sono le più efficaci.
Spesso non è nemmeno necessario spendere una fortuna, perché si riescono a trovare dei buoni trattamenti, anallergici, assolutamente efficaci, low budget. Bottega Verde propone ad esempio una vasta gamma di creme che traggono origine da prodotti della natura, come quella viso 24 ore all’olio extravergine di Oliva biologico toscano ha una duplice funzione. Se stesa di giorno, protegge a fondo l’epidermide da fattori atmosferici ed inquinanti, e previene la formazione di piccole rughe e segni d’espressione. Se usata la sera invece ha una funzione distensiva. Miele e acque distillate di Tiglio e fiori d’arancio sono invece i componenti della crema da giorno al miele effetto seta.
Ottima come base per il trucco, ha un’azione idratante che persiste per tutto il giorno. L’Erbolario invece ha puntato su creme viso/corpo con una base profumata decisa. La linea all’Assenzio, pianta erbacea spontanea dalle diverse proprietà terapeutiche conosciute già dai tempi dell’antico Egitto, combinata con Dragoncello e Genepi offre una profonda idratazione e una base che protegge dall’ossidazione e dal precoce invecchiamento cutaneo.
Gli acidi dolci della frutta (o Alfa Idroassiacidi) sono i componenti dell’omonima linea, un vero e proprio trattamento d’urto utile ad eliminare le cellule vecchie in superficie e a produrne di nuove. Di settimana in settimana l’epidermide si fa più trasparente, luminosa e vellutata, mentre le rughe sembrano diminuire la loro incidenza e, in certi casi, addirittura spianarsi.
Da una scoperta fatta in Camargue nasce invece il trattamento al riso rosso de L’Occitane en Provence. Grazie alle sue capacità organolettiche astringenti ed opacizzanti, e alla combinazione con zinco (un riequilibrante) ed aceto, il marchio francese ha dato vita ad una linea idratante valida sia per le pelli miste che grasse, che agisce sullo strato superficiale dell’epidermide lasciandola opaca e vellutata.
Spesso non è nemmeno necessario spendere una fortuna, perché si riescono a trovare dei buoni trattamenti, anallergici, assolutamente efficaci, low budget. Bottega Verde propone ad esempio una vasta gamma di creme che traggono origine da prodotti della natura, come quella viso 24 ore all’olio extravergine di Oliva biologico toscano ha una duplice funzione. Se stesa di giorno, protegge a fondo l’epidermide da fattori atmosferici ed inquinanti, e previene la formazione di piccole rughe e segni d’espressione. Se usata la sera invece ha una funzione distensiva. Miele e acque distillate di Tiglio e fiori d’arancio sono invece i componenti della crema da giorno al miele effetto seta.
Ottima come base per il trucco, ha un’azione idratante che persiste per tutto il giorno. L’Erbolario invece ha puntato su creme viso/corpo con una base profumata decisa. La linea all’Assenzio, pianta erbacea spontanea dalle diverse proprietà terapeutiche conosciute già dai tempi dell’antico Egitto, combinata con Dragoncello e Genepi offre una profonda idratazione e una base che protegge dall’ossidazione e dal precoce invecchiamento cutaneo.
Gli acidi dolci della frutta (o Alfa Idroassiacidi) sono i componenti dell’omonima linea, un vero e proprio trattamento d’urto utile ad eliminare le cellule vecchie in superficie e a produrne di nuove. Di settimana in settimana l’epidermide si fa più trasparente, luminosa e vellutata, mentre le rughe sembrano diminuire la loro incidenza e, in certi casi, addirittura spianarsi.
Da una scoperta fatta in Camargue nasce invece il trattamento al riso rosso de L’Occitane en Provence. Grazie alle sue capacità organolettiche astringenti ed opacizzanti, e alla combinazione con zinco (un riequilibrante) ed aceto, il marchio francese ha dato vita ad una linea idratante valida sia per le pelli miste che grasse, che agisce sullo strato superficiale dell’epidermide lasciandola opaca e vellutata.
Uno spettacolo ‘suoni e luci’ per scolpire le forme
Per liberarsi dei cuscinetti di grasso e della cellulite oggi
non è più necessario ricorrere alla liposuzione. Le moderne tecnologie
dedicate al ‘body shaping’ non invasivo, fanno altrettanto bene il
lavoro. Lo prova anche il mercato, in crescita del 13% in oltre 90 paesi
del mondo, in barba alla recessione. Due le macchine delle meraviglie:
UltraShape e VelaShape. La prima utilizza un manipolo di ceramica
rivestito d’argento, che emette onde acustiche (ultrasuoni focalizzati)
che vanno a colpire il grasso sottocutaneo, ad una profondità
controllata (in questo modo non si creano danni agli organi interni).
Diversamente dalle altre tecnologie a ultrasuoni, UltraShape emette
energia acustica in modo pulsato, e questo consente di controllare la
temperatura della zona trattata e di far sì che il danno prodotto alle
cellule adipose sia mirato, istantaneo e di tipo meccanico (non
termico).
Le cellule adipose, distrutte dagli ultrasuoni, rilasciano il loro carico di grasso (trigliceridi) nel fluido interstiziale che circonda le cellule; da qui questi ‘detriti’ vengono rimossi al sistema linfatico e trasportati al fegato, che non fa distinzione tra il grasso che gli arriva dall’alimentazione e quello derivante dalla procedura estetica; in entrambi i casi il fegato si limita a processare questi lipidi e a metabolizzarli. I ‘fantasmi’ delle cellule adipose (le membrane cellulari) invece vengono eliminati per fagocitosi dalle cellule ‘spazzino’ dei tessuti. Questo trattamento è indicato per i depositi adiposi localizzati (i ‘cuscinetti’) quali quelli su fianchi, cosce e addome.
VelaShape è invece indicata per ridurre circonferenza e cellulite e per tonificare il tessuto cutaneo. Agisce attraverso la combinazione di diverse tecnologie: gli infrarossi e le radiofrequenze bipolari riscaldano i tessuti fino ad una profondità di 3 e di 15 mm rispettivamente; il riscaldamento agisce sulla matrice extra-cellulare, determinando un danno controllato delle fibre collagene e stimola l’attività dei fibroblasti, contribuendo così a ridurre la lassità dei tessuti e a migliorare l’aspetto della cute che appare più distesa e più tonica. Il manipolo di VelaShape inoltre massaggia i tessuti trattati meccanicamente e ‘aspirandoli’ delicatamente. In questo modo migliora il microcircolo e il drenaggio linfatico.
Queste procedure sono anni luce distanti dalla liposuzione, che rimane la tecnica numero uno alla quale si rivolgono le persone alla ricerca delle forme perdute. Ma forse non ancora per molto. I vantaggi delle tecniche non invasive, rispetto alla liposuzione, sono infatti evidenti: niente ricovero e niente edemi o lividoni post-liposuzione. Il tutto naturalmente nella massima sicurezza, come dimostrano gli studi clinici che le hanno testate.
Le cellule adipose, distrutte dagli ultrasuoni, rilasciano il loro carico di grasso (trigliceridi) nel fluido interstiziale che circonda le cellule; da qui questi ‘detriti’ vengono rimossi al sistema linfatico e trasportati al fegato, che non fa distinzione tra il grasso che gli arriva dall’alimentazione e quello derivante dalla procedura estetica; in entrambi i casi il fegato si limita a processare questi lipidi e a metabolizzarli. I ‘fantasmi’ delle cellule adipose (le membrane cellulari) invece vengono eliminati per fagocitosi dalle cellule ‘spazzino’ dei tessuti. Questo trattamento è indicato per i depositi adiposi localizzati (i ‘cuscinetti’) quali quelli su fianchi, cosce e addome.
VelaShape è invece indicata per ridurre circonferenza e cellulite e per tonificare il tessuto cutaneo. Agisce attraverso la combinazione di diverse tecnologie: gli infrarossi e le radiofrequenze bipolari riscaldano i tessuti fino ad una profondità di 3 e di 15 mm rispettivamente; il riscaldamento agisce sulla matrice extra-cellulare, determinando un danno controllato delle fibre collagene e stimola l’attività dei fibroblasti, contribuendo così a ridurre la lassità dei tessuti e a migliorare l’aspetto della cute che appare più distesa e più tonica. Il manipolo di VelaShape inoltre massaggia i tessuti trattati meccanicamente e ‘aspirandoli’ delicatamente. In questo modo migliora il microcircolo e il drenaggio linfatico.
Queste procedure sono anni luce distanti dalla liposuzione, che rimane la tecnica numero uno alla quale si rivolgono le persone alla ricerca delle forme perdute. Ma forse non ancora per molto. I vantaggi delle tecniche non invasive, rispetto alla liposuzione, sono infatti evidenti: niente ricovero e niente edemi o lividoni post-liposuzione. Il tutto naturalmente nella massima sicurezza, come dimostrano gli studi clinici che le hanno testate.
Sicurezza ed efficacia negli Istituti di bellezza
Finalmente regolate caratteristiche tecnico-dinamiche, modalità di
esercizio, di applicazione, cautele d’uso per i costruttori in
osservanza delle norme di sicurezza europee CENELEC ed italiane CEI
Dopo la legge sul fumo, che ha fatto del nostro Paese un
leader indiscusso a livello mondiale, l’Italia diventa ‘precursore’ in
Europa anche nel settore dell’attività di estetista: grazie alla
sentenza del TAR di Roma che ha respinto il ricorso di Confestetica con
cui si chiedeva l’annullamento del Decreto 110 che contiene le 22 Schede
Tecnico Informative che compongono l’elenco delle apparecchiature
utilizzabili – per Legge – dalle Estetiste. Schede in cui sono contenute
caratteristiche tecnico dinamiche (descrizione apparecchio, meccanismo
d’azione); modalità di esercizio, di applicazione e cautele d’uso; norme
tecniche da applicare da parte dei costruttori in osservanza alle norme
di sicurezza europee CENELEC ed italiane CEI. Schede risultanti dal
lavoro ventennale di Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero della
Salute, Istituto Superiore di Sanità con la consulenza del Comitato
Elettrotecnico Italiano, dell’INAIL, dei sindacati delle estetiste e
delle associazioni di costruttori di apparecchiature per estetica. In Italia sono attive 40mila imprese del benessere, di cui circa 25milasono centri estetici “che svolgono seriamente questo lavoro – sottolinea Brigida Stomaci, Presidente Nazionale Coordinamento Estetiste CNA – consapevoli che, per ottenere importanti risultati dai trattamenti, è necessaria una conoscenza scientifica e umanistica oltre che tecnico-artistica. Ogni estetista dedica almeno 100 ore l’anno all’aggiornamento perché comprende che la ricerca cosmetologica e tecnologica è in continua evoluzione e, essendo anche un’imprenditrice, sa che questo è l’unico sistema per sopravvivere ad un mercato sempre più aggressivo”. Il futuro della bellezza, dunque, non può che passare attraverso una collaborazione sempre più stretta tra Istituti di bellezza e medicina estetica. Secondo il presidente dell’Isplad Antonino Di Pietro, infatti “Non è un caso che nel prossimo Congresso di Dermatologia dell’ISPLAD (www.isplad.it), che si terrà il 18-20 aprile a Pacengo del Garda, per la prima volta, ci sarà una sessione a cui parteciperanno attivamente anche le estetiste. E tutto ciò rientra nel progetto “Amiche della pelle” ove l’obiettivo è creare una stretta collaborazione tra gli operatori del benessere, visto che il Decreto n. 110 legittima ancora una volta il ruolo dell’estetista vista, sempre più, quale professionista formata, competente, autorizzata per Legge ad utilizzare apparecchiature ad alto contenuto tecnologico e sempre più innovative. Apparecchiature per il cui utilizzo, inoltre, deve seguire Corsi di Specializzazione e Formazione, come imposto dalle medesime Schede”.
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Spaccio Perdinzani: outlet Max & Co a Ravenna
Non è un outlet ufficiale, ma certamente lo spaccio Perdinzani
permette di avere prezzi bassi per l’acquisto di abbigliamento Max &
Co. a Ravenna. Qui si possono trovare pantaloni, scarpe, tailleur,
giacche e tante altre offerte per la marca MAx & Co da donna. Lo
Spaccio Perdinzani è dunque assolutamente valido per acquistare anche
sotto Natale a prezzi davvero bassi. Qui si possono trovare anche molti
capi di intimo per uomo, donna e bambino di La Perla. Offerte e
promozioni. Vediamo dove si trova lo spaccio di Max & Co a Ravenna.
Dove si trova lo spaccio Perdinzani:
Si trova a Ravenna, nella zona Ipercoop vicino alla caserma dei Carabinieri. Lo spaccio di MAx & Co. si trova in via della Lirica, 41. Aperto dalle 9,30 alle 13,00 e dalle 15,30 alle 19,00 Chiuso il sabato. Lo spaccio / outlet è aperto il giovedì solo la mattina. Per informazioni 0544 408997
Dove si trova lo spaccio Perdinzani:
Si trova a Ravenna, nella zona Ipercoop vicino alla caserma dei Carabinieri. Lo spaccio di MAx & Co. si trova in via della Lirica, 41. Aperto dalle 9,30 alle 13,00 e dalle 15,30 alle 19,00 Chiuso il sabato. Lo spaccio / outlet è aperto il giovedì solo la mattina. Per informazioni 0544 408997
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Kate Middleton: il mio regno per un cappello
C'è qualcosa, tra gli inglesi e il cappello, che li rende inseparabili. Se poi l'inglese in questione è salita agli allori della nobiltà grazie al matrimonio dell'anno, allora il copricapo da signora diventa obbligatorio. Kate Middleton, dopo il matrimonio con il principe William, assieme al titolo nobiliare di duchessa di Cambridge, ha acquisito l'immortale tradizione dei Windsor di indossare cappelli di ogni foggia per qualsiasi occasione pubblica.
Scoprite nelle pagine seguenti i modelli più eleganti e quelli leggermente bizzarri scelti dalla principessa Kate: indossare il cappello sarà un obbligo per le nobili britanniche, ma di sicuro hanno scoperto come farne un divertimento.
Scoprite nelle pagine seguenti i modelli più eleganti e quelli leggermente bizzarri scelti dalla principessa Kate: indossare il cappello sarà un obbligo per le nobili britanniche, ma di sicuro hanno scoperto come farne un divertimento.
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Bellezza capelli: shampoo rinforzante fai da te
In autunno i capelli diventano fragili,
si spezzano facilmente e cadono spesso. Avere una chioma bella, lucente
e forte a novembre e dicembre sembra essere qualcosa di impossibile, ma
possiamo provarci: con lo shampoo rinforzante fai da te alle erbe aromatiche, infatti, i capelli tornano ad essere forti e splendenti.
Gli ingredienti contenuti negli shampoo fai da te sono tutti naturali, per questo nutrono il capello e lo rendono sano e forte.
200 ml di shampoo delicato
50 ml di olio extravergine d’oliva
8 gocce di olio essenziali di basilico
8 gocce di olio essenziali di rosmarino
8 gocce di olio essenziali di salvia.
50 ml di olio extravergine d’oliva
8 gocce di olio essenziali di basilico
8 gocce di olio essenziali di rosmarino
8 gocce di olio essenziali di salvia.
Preparazione:
Versare lo shampoo in un flacone pulito o in una
bottiglietta di vetro scuro, aggiungere l’olio e gli oli essenziali.
Tappare e agitare energicamente. Lo shampoo alle erbe aromatiche si
conserverà per 3/4 mesi a temperatura ambiente.
Capelli, le anteprime primavera estate 2013
Cosa ci riserva, in fatto di tagli di
capelli e acconciature
la prossima primavera-estate? Per quel che
riguarda i trend
lanciati dagli stilisti in passerella, possiamo dire
sicuramente i raccolti, in tutte le forme. Dagli chignon alle code
di cavallo, dalle trecce ai semi-raccolti.
Per quel che riguarda gli chignon si va dai volumi iper-cotonati a quelli più composti, detrutturati o dal finish iper-curato. Le lunghezze si arricchiscono di influssi grunge, con ciuffi spettinati e colori che spesso diventano un puro gioco da passerella.
Non mancano le acconciature più classiche e più portabili, lisce, con onde più o meno curate, frange e ciuffi di varia natura.
Per quel che riguarda gli chignon si va dai volumi iper-cotonati a quelli più composti, detrutturati o dal finish iper-curato. Le lunghezze si arricchiscono di influssi grunge, con ciuffi spettinati e colori che spesso diventano un puro gioco da passerella.
Non mancano le acconciature più classiche e più portabili, lisce, con onde più o meno curate, frange e ciuffi di varia natura.
venerdì 15 marzo 2013
SARA ANZANELLO, STAR DEL VOLLEY, IN FIN DI VITA. "SERVE TRAPIANTO DI FEGATO"
Il mondo del volley trattiene il fiato per la campionessa del mondo 2002 Sara Anzanello.
La pallavolista è ricoverata a Milano da mercoledì per una forma ecuta
di epatite che richiede l'immediato trapianto di fegato. L'intervento
potrebbe essere stato effettuato nella notte, ma quello che più crea
sgomento è il rapido decorso della malattia, che è riconducibile alle 48
ore precedenti il ricovero.
Il malore è stato avvertito martedì, poi il ricovero a Baku, in Azerbaijan, dove la centrale originaria di Ponte di Piave gioca attualmente. Poi il trasferimento in Italia. La Anzanello era stata sottoposta di recente a controlli prima a Baku e poi a Istanbul. La decisione del trapianto è spettata ai medici italiani, che hanno visto aggravarsi improvvisamente le condizioni di Sara. I genitori, padre operaio e madre impiegata, si sono precipitati al capezzale della figlia e stanno vivendo ore d'angoscia.
Nata a San Donà di Piave (Ve) nel 1980, Sara Anzanello ha iniziato a tirare le prime schiacciate con la maglia del Volley Salgareda, storica società della pallavolo trevigiana. Ha assaggiato il professionismo con Latisana in A2. Ed è arrivata in Serie A1 nel 2001 con la maglia di Novara, che ha vestito per 8 stagioni vincendo una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana, una Top Teams Cup e due Coppe Cev. Nel 2009 veste la maglia di Villa Cortese, di cui diventa il capitano nella stagione successiva, vincendo due Coppe Italia e disputando altrettante finali scudetto. Proprio nel 2011 si trasferisce all'Azerrail Baku, con cui sfiora per due volte la final four di Champions League. In azzurro dal 1998, vince i Mondiali nel 2002, la World Cup nel 2007 e nel 2011 e la medaglia d'argento agli Europei del 2005, per 272 presenze totali.
Il malore è stato avvertito martedì, poi il ricovero a Baku, in Azerbaijan, dove la centrale originaria di Ponte di Piave gioca attualmente. Poi il trasferimento in Italia. La Anzanello era stata sottoposta di recente a controlli prima a Baku e poi a Istanbul. La decisione del trapianto è spettata ai medici italiani, che hanno visto aggravarsi improvvisamente le condizioni di Sara. I genitori, padre operaio e madre impiegata, si sono precipitati al capezzale della figlia e stanno vivendo ore d'angoscia.
Nata a San Donà di Piave (Ve) nel 1980, Sara Anzanello ha iniziato a tirare le prime schiacciate con la maglia del Volley Salgareda, storica società della pallavolo trevigiana. Ha assaggiato il professionismo con Latisana in A2. Ed è arrivata in Serie A1 nel 2001 con la maglia di Novara, che ha vestito per 8 stagioni vincendo una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana, una Top Teams Cup e due Coppe Cev. Nel 2009 veste la maglia di Villa Cortese, di cui diventa il capitano nella stagione successiva, vincendo due Coppe Italia e disputando altrettante finali scudetto. Proprio nel 2011 si trasferisce all'Azerrail Baku, con cui sfiora per due volte la final four di Champions League. In azzurro dal 1998, vince i Mondiali nel 2002, la World Cup nel 2007 e nel 2011 e la medaglia d'argento agli Europei del 2005, per 272 presenze totali.
LA VELINA GIULIA TRADITA DAL FIDANZATO: "NOTTE CON SARA TOMMASI"
Aria di tempesta per la velina bionda Giulia Calcaterra e
il suo fidanzato storico Andrea Rodini. Tra i due sembra si sia
inserito "un terzo incomodo" piuttosto ingombrante. L'altro lato del
triangolo è Sara Tommasi, che ha confessato a "Social
Channel" di aver avuto una notte di sesso con Rodini. Il fatto risale a
lunedì notte. La showgirl stava passando la serata in compagnia di
alcuni amici in un noto locale milanese quando ha incontrato Andrea.
Finito di far baldoria nel nightclub, il fidanzato della Calcaterra ha
accompagnato Sara a casa di un’amica, dove avviene il "fattaccio".
Finito di consumare, dopo le lamentele della padrona di casa riguardo a
rumori e grida – parole di Sara – Rodini se ne va. Si
vocifera che la Calcaterra e il suo fidanzato sarebbero in crisi da un
po' di tempo, colpa di un amico di Balotelli con cui la velina avrebbe
avuto un flirt. Rodini potrebbe essersi preso una piccola vendetta con
questa notte di fuoco.
LEONARDO GRECO E BUBI, DI NUOVO INSIEME DOPO LE LITI A "U&D"
La storia fra Leonardo Greco e Diletta Pagliano è finita e tutti e due gli ex "Uomini e donne" hanno trovato una nuova "strada". Se infatti Diletta è impegnata con il "collega" Giorgio Alfieri, Leonardo Greco, dopo aver lasciato la sua neo-fidanzata Misha Marculet , si è riavvicinata a Bubi Barbieri, avversaria proprio di diletta nel salotto sentimentale della De Filippi.
I due son ostati sorpresi da "Visto" durante una serata a Bergamo: "I
rancori non devono per forza durare - ha scritto Bubi su Facebook - questo fa di Leo un uomo maturo e io sono contenta di lavorare con lui".
giovedì 14 marzo 2013
GUENDA CANESSA E KARINA CASCELLA, SERATA AL CIRCO CON LE FIGLIE
Una serata "in famiglia" per le due inseparabili amiche Guendalina Canessa e Karina Cascella. Le due sono state fotografate da "Visto" durante una sera al circo,
accompagnate dalle figlie: " Era la prima volta che le portavamo a
vedere uno spettacolo del genere. All'inizio è stato tutto molto
caotico, con Ginny che piangeva perché aveva paura dei pupazzi giganti,
mentre Chloe batteva le mani. Ma poi anche loro si sono divertite
tantissimo nel vedere quegli acrobati bravissimi, quèi vestiti colorati,
la musica, i pappagalli e il cane San Bernardo, lo zucchero a velo ...
Anche se forse eravamo più eccitate noi mamme. Quando noi quattro siamo
insieme non abbiamo bisogno di niente e nessuno. Karina, poi, è una
persona splendida, per me è più che una sorella". All'uscita la coppia
si è incontrata con Leonardo Tumiotto, in compagnia della nuova fidanzata.
venerdì 8 marzo 2013
LAURA PAUSINI FURIOSA SU FB: "LA FOTO CON MIA FIGLIA È FALSA, RISALE AL 2006"
E' nata la figlia di Laura Pausini e sul web stanno circolando delle foto che ritrarrebbero insieme mamma e figlia. Le immagini però, come fa sapere la pagina ufficiale Facebook della cantante,
non sono vere: "Ci sono state segnalate delle pagine che ritraggono
Laura con una bimba in braccio. La bimba in questione non è la figlia di
Laura ma di una fan sudamericana. Vi preghiamo quindi di non diffondere
notizie false. Per altro la foto che circola risale al 2006. Ora tutte
le foto che Laura fa o ha fatto in passato con i bimbi piccoli saranno
attribuite a sua figlia? Smentiamo prima che si creino falsi scoop.
E' stata richiesta riservatezza per far si che Paola possa cresce nel modo piu' semplice e normale possibile e tutti noi intendiamo rispettarla. LPSTAFF".
E' stata richiesta riservatezza per far si che Paola possa cresce nel modo piu' semplice e normale possibile e tutti noi intendiamo rispettarla. LPSTAFF".
GF, FLORIANA: "RUDOLF CI HA PROVATO CON ME MENTRE STAVA CON ILENIA"
Torna in scena Floriana Messina, gieffina dell'ultima edizione. Floriana ha confessato una simpatia nei suoi confronti da parte di Rudolf Mernone, quando era ancora ,fidanzato con la coinquilina Ilenia Pastorelli: " Rudolf ci ha provato
con me - ha dichiarato a "Eva Tremila" - mentre loro due stavano
insieme! L’ho incontrato in discoteca e ci sono state, non dico
effusioni, ma chiari segnali. Lui mi ha chiesto di vederci e mi ha anche
dato il suo numero di telefono. Se fossi stata una str…. l’avrei
chiamato e mi ci sarei vista perché, parliamo chiaro, Rudolf è un
bellissimo ragazzo. Però sapendo che stava insieme a lei, non ho fatto
niente, lo voglio ribadire, io non sono una sfascia coppie".
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PIERSILVIO BERLUSCONI, NIENTE CRISI CON SILVIA TOFFANIN: "NON ESISTE!"
Un cinguettio su Twitter della giornalista di Libero Alessandra Menzani sulla crisi fra Pier Silvio Berlusconi e Silvia Toffanin
aveva scatenato il mondo del gossip: "In ambienti televisivi milanesi
circola la voce secondo cui sarebbe arrivato al capolinea la storia fra
Piersilvio Berlusconi e Silvia Toffanin, dal cui amore è nato il piccolo
Lorenzo Mattia. Vedremo. Diritti riservati".
Ad intervenire sulla questione però sono arrivati i diretti interessati: " La notizia non esiste e i fatti lo dimostreranno e lo stanno dimostrando - ha fatto sapere a "Novella2000" Pier Silvio - Le nozze? Non ho una motivazione religiosa, non sono una necessità e Silvia la pensa come me".
Ad intervenire sulla questione però sono arrivati i diretti interessati: " La notizia non esiste e i fatti lo dimostreranno e lo stanno dimostrando - ha fatto sapere a "Novella2000" Pier Silvio - Le nozze? Non ho una motivazione religiosa, non sono una necessità e Silvia la pensa come me".
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ALTAROMA, CURIEL E LE SUE DONNE DI ISPIRAZIONE BOTTICELLIANA
Il ritratto di Simonetta Vespucci del Botticelli come fil rouge di un'intera collezione. Raffaella Curiel presenta
una linea molto emotiva, con la voglia di rendere omaggio alla
bellezza, alla classicità e alla femminilità. E forse è proprio questo
il segreto del successo dei suoi tailleur dal taglio perfetto, i famosi 'curiellini', presso un pubblico di signore dell'alta borghesia, di donne della politica, di nobili dame dell'aristocrazia.
Nella splendida cornice dell'ambasciata della Repubblica di Turchia, ha preso vita una sfilata dal sapore antico. Lella Curiel si ispira a un Quattrocento botticelliano, agli abiti giardino, ai fiori, alla natura e alla voglia di una bellezza classica, di un'eleganza tranquilla, priva di volgarità. Sfilano dunque tailleur con spalle leggermente pronunciate e giacchette avvitate che scendono un po' a godet sui fianchi. Sono lavorate a mano a intagli di tessuto che formano intrecci di canestri sulle baschine, spighe dietro la schiena. Grande attenzione ai dettagli, come da copione. I bottoni sono delle vere chicche d'antan. Sono di fine ottocento o degli anni trenta.
Giochi di volute, di drappeggi e plissé muovono tubini e gonne danzanti come fiori, una diversa dall'altra. Piccoli 'curiellini', pronti da mettere in valigia, in organza e chiffon, mostrano stampati di prati fioriti. Si portano con gli spolverini in organza, eterei e colorati nei disegni floreali uguali. I
I tessuti mischiano paglia, con fili di seta, sete crude, crepe di lana. La sera diventano chiffon, crepe, marocaines, garza, organze e gazar. La palette di colori, rispecchia la filosofia e la raffinatezza che contraddistingue la maison: va dal sabbia alle sfumature di celeste, fino al turchese, come quello dell'abito lungo con intagli nudo su schiena e maniche. Ci sono anche il blu notte, il rosso papavero, i rosa, i lilla dei campi di lavanda e il bianco.
Ma la sorpresa arriva dalla sposa, che abbandona il classico bianco monocolore e si fa floreale, colorata, come una figura femminile dei quadri del Botticelli. Una curiosità, la interpreta Miss Lazio, Silvia Bella.
Nella splendida cornice dell'ambasciata della Repubblica di Turchia, ha preso vita una sfilata dal sapore antico. Lella Curiel si ispira a un Quattrocento botticelliano, agli abiti giardino, ai fiori, alla natura e alla voglia di una bellezza classica, di un'eleganza tranquilla, priva di volgarità. Sfilano dunque tailleur con spalle leggermente pronunciate e giacchette avvitate che scendono un po' a godet sui fianchi. Sono lavorate a mano a intagli di tessuto che formano intrecci di canestri sulle baschine, spighe dietro la schiena. Grande attenzione ai dettagli, come da copione. I bottoni sono delle vere chicche d'antan. Sono di fine ottocento o degli anni trenta.
Giochi di volute, di drappeggi e plissé muovono tubini e gonne danzanti come fiori, una diversa dall'altra. Piccoli 'curiellini', pronti da mettere in valigia, in organza e chiffon, mostrano stampati di prati fioriti. Si portano con gli spolverini in organza, eterei e colorati nei disegni floreali uguali. I
I tessuti mischiano paglia, con fili di seta, sete crude, crepe di lana. La sera diventano chiffon, crepe, marocaines, garza, organze e gazar. La palette di colori, rispecchia la filosofia e la raffinatezza che contraddistingue la maison: va dal sabbia alle sfumature di celeste, fino al turchese, come quello dell'abito lungo con intagli nudo su schiena e maniche. Ci sono anche il blu notte, il rosso papavero, i rosa, i lilla dei campi di lavanda e il bianco.
Ma la sorpresa arriva dalla sposa, che abbandona il classico bianco monocolore e si fa floreale, colorata, come una figura femminile dei quadri del Botticelli. Una curiosità, la interpreta Miss Lazio, Silvia Bella.
PITTI BIMBO A TUTTO VIP, TRA LA GERINI, FIONA MAY E LA TULLIANI STILISTA
Vip, grandi anniversari, premi e tanto fashion a Pitti Bimbo, in corso alla Fortezza da Basso fino a domani, sabato 19.
Da Claudia Gerini a Boateng, da Fiona May a Belen, la fiera della Moda kids si accende di stelle grandi e piccole.
Sulla passerella di Miss Blumarine sfilano le due figlie di Claudia Gerini insieme ad Aileen e Olivia, figlie del calciatore Alessandro Diamanti e di Silvia Hsieh.Dietro le quinte della sfilata fa la sua apparizione Federico Zampaglione (Tiromancino), compagno della Gerini.
Da Fun&Fun il modello d'eccezione è il piccolo Mattia Pagliuca, figlio del portiere Gianluca, mentre da Ice Iceberg la madrina è Fiona May con le due figlie.
Avirex si fregia della partecipazione del giovane prestigiatore 18enne Mattia Boschi, star di Disney Channel, mentre da Cad Modelling Ergonomics, azienda specializzata in antropometria, arrivano gli atleti del Firenze Rugby 1931 per presentare una tecnologia di body scanning in 3D.
Debuttano la prima webtv declinata al mondo del bambino, Baby Fashion Channel, ma anche Frankie Morello Toys, Quis Quis e From the World, i nuovi brand di Stefano Cavalleri (ex direttore artistico de I Pinco Pallino), poi Milly Mini, versione mignon dei capi che sfilano a New York disegnati da Michelle Smith, mentre Barbie lancia una linea in collaborazione con la designer parigina Suzanne Ermann.
VERSACE BIMBO COME A NEW YORK. Palazzo Corsini si è trasformato in un angolo del noto quartiere newyorchese di Chelsea, nel West Side di Manhattan, in occasione della sfilata di Young Versace, con un vero campo da basket, contornato da recinzioni metalliche e muri coperti di graffiti, ricreato in uno dei saloni del palazzo.
La scena è stata animata da 10 piccoli ballerini di hip hop, impegnati in una break dance.
A sfilare sono stati i modelli del nuovo tema Medusa Punk, con stampe e grafiche a tema su parka e felpe; ma anche il tema Cowgirl, tributo ad uno dei mood Gianni Versace degli anni '90.
LA TULLIANI STILISTA A PITTI BIMBO. Aveva debuttato con la collezione estiva a Pitti Bimbo 2012: ora è la volta del bis per la linea di abbigliamento per bambini Dandyl'En firmata da Elisabetta Tulliani, compagna di Gianfranco Fini, e Nicoletta Romanoff.
La collezione punta tutto sui piumini, creando una linea ultra confortevole con materiali naturali e vera piuma d'oca. Insomma, un mondo di calore per il bambino fin dai primi giorni di vita: giubbotti, tute e anche il sacco nanna, dominati da due colori-tema, azzurro e rosa tenue.
Se al momento la linea si concentra sulla prima infanzia, da 0 a 6 anni, il futuro riserva l'intenzione di aggiungere anche una linea per bambini più grandi.
E poi, un pizzico di stile vintage: la linea Dandyl'En si completa di una collezione da cerimonia, con preziosi abiti realizzati ispirandosi ai capi d'archivio della collezione della famiglia Romanoff.
BIAGIOTTI DOLLS COMPIE 10 ANNI. È una delle linee Moda Bimbo più esclusiva e ha scelto la vetrina di Pitti Bimbo per festeggiare il suo decimo compleanno: Laura Biagiotti Dolls, prodotta su licenza dal Gruppo Mafrat e presentata la prima volta proprio a Pitti Bimbo nel 2003, presenta la collezione celebrativa dell'anniversario, ispirata al mondo del Circo. ''The best of Laura Biagiotti Dolls'' si concretizza nei capi icona della griffe, non citazioni d'archivio ed esaltazione delle linee tipiche: morbida maglieria in cashmere con stampe e dettagli, felpe iridescenti e gonne in tulle con dettagli luccicanti.
E dietro le quinte, insieme alla figlia della stilista Lavinia, fa la sua apparizione anche una sorridente Nancy Brilli.
'GIORGIA' INCORONATA VINCITRICE. Ad aggiudicarsi lo scettro della terza edizione del concorso Who's On Next? Bimbo è stato il brand 'La bottega di Giorgia' della giovane designer bergamasca Giorgia Totaro.
In giuria, oltre a Giuliana Parabiago (direttore Vogue Bambini), Diamante D'Alessio (Style Piccoli) e Sibilla Della Gherardesca (Pitti Immagine), anche Lucia Rizzi, la nota Tata Lucia della tv.
I NUMERI DELLA FIERA. I numeri di Pitti Bimbo parlano da soli: 470 collezioni in mostra, di cui 177 estere; l'attesa di oltre 8.000 compratori, di cui il 34% esteri; nove le tappe in cui è articolata la fiera e circa una decina le sfilate, tra cui il debutto di Philippe Plein Petite e la sfilata virtuale di Sarabanda.
Da Claudia Gerini a Boateng, da Fiona May a Belen, la fiera della Moda kids si accende di stelle grandi e piccole.
Sulla passerella di Miss Blumarine sfilano le due figlie di Claudia Gerini insieme ad Aileen e Olivia, figlie del calciatore Alessandro Diamanti e di Silvia Hsieh.Dietro le quinte della sfilata fa la sua apparizione Federico Zampaglione (Tiromancino), compagno della Gerini.
Da Fun&Fun il modello d'eccezione è il piccolo Mattia Pagliuca, figlio del portiere Gianluca, mentre da Ice Iceberg la madrina è Fiona May con le due figlie.
Avirex si fregia della partecipazione del giovane prestigiatore 18enne Mattia Boschi, star di Disney Channel, mentre da Cad Modelling Ergonomics, azienda specializzata in antropometria, arrivano gli atleti del Firenze Rugby 1931 per presentare una tecnologia di body scanning in 3D.
Debuttano la prima webtv declinata al mondo del bambino, Baby Fashion Channel, ma anche Frankie Morello Toys, Quis Quis e From the World, i nuovi brand di Stefano Cavalleri (ex direttore artistico de I Pinco Pallino), poi Milly Mini, versione mignon dei capi che sfilano a New York disegnati da Michelle Smith, mentre Barbie lancia una linea in collaborazione con la designer parigina Suzanne Ermann.
VERSACE BIMBO COME A NEW YORK. Palazzo Corsini si è trasformato in un angolo del noto quartiere newyorchese di Chelsea, nel West Side di Manhattan, in occasione della sfilata di Young Versace, con un vero campo da basket, contornato da recinzioni metalliche e muri coperti di graffiti, ricreato in uno dei saloni del palazzo.
La scena è stata animata da 10 piccoli ballerini di hip hop, impegnati in una break dance.
A sfilare sono stati i modelli del nuovo tema Medusa Punk, con stampe e grafiche a tema su parka e felpe; ma anche il tema Cowgirl, tributo ad uno dei mood Gianni Versace degli anni '90.
LA TULLIANI STILISTA A PITTI BIMBO. Aveva debuttato con la collezione estiva a Pitti Bimbo 2012: ora è la volta del bis per la linea di abbigliamento per bambini Dandyl'En firmata da Elisabetta Tulliani, compagna di Gianfranco Fini, e Nicoletta Romanoff.
La collezione punta tutto sui piumini, creando una linea ultra confortevole con materiali naturali e vera piuma d'oca. Insomma, un mondo di calore per il bambino fin dai primi giorni di vita: giubbotti, tute e anche il sacco nanna, dominati da due colori-tema, azzurro e rosa tenue.
Se al momento la linea si concentra sulla prima infanzia, da 0 a 6 anni, il futuro riserva l'intenzione di aggiungere anche una linea per bambini più grandi.
E poi, un pizzico di stile vintage: la linea Dandyl'En si completa di una collezione da cerimonia, con preziosi abiti realizzati ispirandosi ai capi d'archivio della collezione della famiglia Romanoff.
BIAGIOTTI DOLLS COMPIE 10 ANNI. È una delle linee Moda Bimbo più esclusiva e ha scelto la vetrina di Pitti Bimbo per festeggiare il suo decimo compleanno: Laura Biagiotti Dolls, prodotta su licenza dal Gruppo Mafrat e presentata la prima volta proprio a Pitti Bimbo nel 2003, presenta la collezione celebrativa dell'anniversario, ispirata al mondo del Circo. ''The best of Laura Biagiotti Dolls'' si concretizza nei capi icona della griffe, non citazioni d'archivio ed esaltazione delle linee tipiche: morbida maglieria in cashmere con stampe e dettagli, felpe iridescenti e gonne in tulle con dettagli luccicanti.
E dietro le quinte, insieme alla figlia della stilista Lavinia, fa la sua apparizione anche una sorridente Nancy Brilli.
'GIORGIA' INCORONATA VINCITRICE. Ad aggiudicarsi lo scettro della terza edizione del concorso Who's On Next? Bimbo è stato il brand 'La bottega di Giorgia' della giovane designer bergamasca Giorgia Totaro.
In giuria, oltre a Giuliana Parabiago (direttore Vogue Bambini), Diamante D'Alessio (Style Piccoli) e Sibilla Della Gherardesca (Pitti Immagine), anche Lucia Rizzi, la nota Tata Lucia della tv.
I NUMERI DELLA FIERA. I numeri di Pitti Bimbo parlano da soli: 470 collezioni in mostra, di cui 177 estere; l'attesa di oltre 8.000 compratori, di cui il 34% esteri; nove le tappe in cui è articolata la fiera e circa una decina le sfilate, tra cui il debutto di Philippe Plein Petite e la sfilata virtuale di Sarabanda.
sabato 2 marzo 2013
Capelli, le anteprime primavera estate 2013
Dominano i raccolti, in tutte le forme, dagli chignon alle
trecce alle code di cavallo. Interessanti le variazioni sul tema:
ciocche colorate su pettinature anni '50, volumi extra con tocchi
di moderni nel finish, trecce che disegnano complicate e scultoree
geometri.
Cosa ci riserva, in fatto di tagli di
capelli e acconciature
la prossima primavera-estate? Per quel che
riguarda i trend
lanciati dagli stilisti in passerella, possiamo dire
sicuramente i raccolti, in tutte le forme. Dagli chignon alle code
di cavallo, dalle trecce ai semi-raccolti.
Per quel che riguarda gli chignon si va dai volumi iper-cotonati a quelli più composti, detrutturati o dal finish iper-curato. Le lunghezze si arricchiscono di influssi grunge, con ciuffi spettinati e colori che spesso diventano un puro gioco da passerella.
Non mancano le acconciature più classiche e più portabili, lisce, con onde più o meno curate, frange e ciuffi di varia natura.
Per quel che riguarda gli chignon si va dai volumi iper-cotonati a quelli più composti, detrutturati o dal finish iper-curato. Le lunghezze si arricchiscono di influssi grunge, con ciuffi spettinati e colori che spesso diventano un puro gioco da passerella.
Non mancano le acconciature più classiche e più portabili, lisce, con onde più o meno curate, frange e ciuffi di varia natura.
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Capelli, le anteprime autunno e inverno 2013-14
Come spesso accade per le stagioni fredde, a prevalere sono le
acconciature sciolte. Con molte variazioni sul tema: iper-lisce e
sciolte, con riga centrale o laterale, cotonate alle radici, con
morbidi ricci e dal finish naturale. I raccolti non sono mai
banali: trecce dove non ti aspetteresti e code a partire dalla
nuca, morbide e scenografiche. Ecco come ci pettineremo il prossimo
autunno e inverno.
La novità forse è il ritorno in grande stile del riccio, morbido, lucente e vaporoso come proposto da Bottega Veneta e Marc by Marc Jacobs, a suggerire una feminilità civettuola e sofisticata insieme.
La novità forse è il ritorno in grande stile del riccio, morbido, lucente e vaporoso come proposto da Bottega Veneta e Marc by Marc Jacobs, a suggerire una feminilità civettuola e sofisticata insieme.
Poi si sa, le stagioni fredde prediligono acconciature
sciolte e in passerella se ne sono viste molte e in più
varianti. Dal lungo ordinato e iper-liscio con accenti
vagamente bon ton a uno stile più ricercato che
spesso sfocia nel rock glam, come da Jeremy Scott e le sue
chiome anni '80 e nel grunge, con ciocche
spettinate e lavorate con cere e mousse.
Non mancano poi i raccolti, eleganti e sofisticati con chignon che sembrano rubati a foto di moda delle riviste anni '50 e '60 o più destrutturati e moderni, con ciocche che fuoriescono quasi a suggerire una manualità veloce.
Interessanti gli influssi retrò, con cofane cotonate o semplici raccolti gonfi solo sulle radici. Belli quelli di Anna Sui, che richiama alla memoria le ragazze di Carnaby Street, con frange corte e cerchietti in plexiglass.
Non mancano poi i raccolti, eleganti e sofisticati con chignon che sembrano rubati a foto di moda delle riviste anni '50 e '60 o più destrutturati e moderni, con ciocche che fuoriescono quasi a suggerire una manualità veloce.
Interessanti gli influssi retrò, con cofane cotonate o semplici raccolti gonfi solo sulle radici. Belli quelli di Anna Sui, che richiama alla memoria le ragazze di Carnaby Street, con frange corte e cerchietti in plexiglass.
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DEPILAZIONE O EPILAZIONE? QUESTO È IL PROBLEMA. CREME SOFT E CERETTE RADICALI
Epilati o
depilati? Questione di feeling. Se siete per i metodi dolci allora la
soluzione con la d è quella che fa per voi. Strumenti: creme o saponi
depilatori, rasoi a lama o elettrici. L’operazione consiste nel
decespugliare senza sradicare. Lato positivo, non si soffre. Lato
negativo, si accelera la ricrescita e l’ispessimento del pelo.
Chi invece non teme lo strappo, può darsi all’epilazione. Condizione necessaria una lunghezza minima dell’arbustello di 4 millimetri. La tecnica prevede l’uso di ceretta e strisce, oltre a richiedere mano ferma e gesto deciso. Con gli epilatori a pinzetta la ripassata è d’obbligo per non lasciare tracce. Fino a due, (nei casi più fortunati) tre settimane, siete più leggere. Il dopo vale per tutte: non vanno applicate lozioni alcoliche o profumi perché la pelle si potrebbe irritare; va stesa una crema lenitiva e idratante per togliere l’arrossamento; meglio non esporsi al sole subito dopo, soprattutto in caso di ceretta: aspettate finché i puntini rossi, segno evidente del lavoro, non sono spariti. Tra i prodotti in crema, Depilzero promette un risultato di lunga durata e un ricrescita lenta, nella sua formulazione mette proteine e olio di jojoba che rispettano l’epidermide. Sotto la doccia il sapone depilatorio Veet Supreme Essence con fragranza di rosa e olii essenziali (9 euro circa), è pratico e veloce. Lo si stende sulla zona e lo si risciacqua con la spugnetta, meglio se ruvida. I barattolini di cera da scaldare sul fornelletto sono ormai obsoleti, meglio optare sui rulli autoriscaldanti roll on. La ricarica della cera è parte integrante dell’apparecchio e in 20 minuti circa sono pronti da passare (consiglio: date una spuntatina al pelo se è troppo lungo, patirete meno nello stendere il prodotto). Easy Wax (sempre della Veet) contiene 20 pratiche strisce in tessuto lavabile per un riutilizzo, quasi all’infinito, e due ricariche di cera e salviettine post epil per rimuovere i residui appiccicosi. Ci sono anche le strisce già pronte. Basta strofinarle tra le mani, dividere i lembi, come fosse del bioadesivo e posizionarle sulla pelle pulita e asciutta.
Quelle di Epil Stop di Bottega Verde (10,90 euro) sono arricchite con olio di mandorle dolci, per un lavoretto di fino adatto anche agli incarnati più delicati. Ma se si vuole risolvere il problema del pelo superfluo in modo definitivo, l'alternativa è il laser.
Il principio è quello della fototermolisi selettiva, dove gli impulsi bombardono in modo mirato la melanina del bulbo pilifero, scaldandola e distruggendola. Risultato, in 4 o 5 applicazioni si è fatta piazza pulita. Oggi la tecnica non è prerogativa solo dei centri estetici. La tecnologia è diventata home made. Un esempio rappresentativo (ma sul mercato ormai avete ampia scelta) è l'epilatore a luce pulsata Philips Lumea, costa circa sette anni di cerette (499 euro).
Chi invece non teme lo strappo, può darsi all’epilazione. Condizione necessaria una lunghezza minima dell’arbustello di 4 millimetri. La tecnica prevede l’uso di ceretta e strisce, oltre a richiedere mano ferma e gesto deciso. Con gli epilatori a pinzetta la ripassata è d’obbligo per non lasciare tracce. Fino a due, (nei casi più fortunati) tre settimane, siete più leggere. Il dopo vale per tutte: non vanno applicate lozioni alcoliche o profumi perché la pelle si potrebbe irritare; va stesa una crema lenitiva e idratante per togliere l’arrossamento; meglio non esporsi al sole subito dopo, soprattutto in caso di ceretta: aspettate finché i puntini rossi, segno evidente del lavoro, non sono spariti. Tra i prodotti in crema, Depilzero promette un risultato di lunga durata e un ricrescita lenta, nella sua formulazione mette proteine e olio di jojoba che rispettano l’epidermide. Sotto la doccia il sapone depilatorio Veet Supreme Essence con fragranza di rosa e olii essenziali (9 euro circa), è pratico e veloce. Lo si stende sulla zona e lo si risciacqua con la spugnetta, meglio se ruvida. I barattolini di cera da scaldare sul fornelletto sono ormai obsoleti, meglio optare sui rulli autoriscaldanti roll on. La ricarica della cera è parte integrante dell’apparecchio e in 20 minuti circa sono pronti da passare (consiglio: date una spuntatina al pelo se è troppo lungo, patirete meno nello stendere il prodotto). Easy Wax (sempre della Veet) contiene 20 pratiche strisce in tessuto lavabile per un riutilizzo, quasi all’infinito, e due ricariche di cera e salviettine post epil per rimuovere i residui appiccicosi. Ci sono anche le strisce già pronte. Basta strofinarle tra le mani, dividere i lembi, come fosse del bioadesivo e posizionarle sulla pelle pulita e asciutta.
Quelle di Epil Stop di Bottega Verde (10,90 euro) sono arricchite con olio di mandorle dolci, per un lavoretto di fino adatto anche agli incarnati più delicati. Ma se si vuole risolvere il problema del pelo superfluo in modo definitivo, l'alternativa è il laser.
Il principio è quello della fototermolisi selettiva, dove gli impulsi bombardono in modo mirato la melanina del bulbo pilifero, scaldandola e distruggendola. Risultato, in 4 o 5 applicazioni si è fatta piazza pulita. Oggi la tecnica non è prerogativa solo dei centri estetici. La tecnologia è diventata home made. Un esempio rappresentativo (ma sul mercato ormai avete ampia scelta) è l'epilatore a luce pulsata Philips Lumea, costa circa sette anni di cerette (499 euro).
LA DONNA CON I CAPELLI PIÙ LUNGHI DEL MONDO: 184 CM. LEI È ALTA SOLO 153 CM
Cen Yingyuan è
una donna cinese che detiene il record per i capelli più lunghi del
mondo: ben 1,84 metri. Cen ha però una statura minuta, 1,53 metri, così i
suoi capelli sono di gran lunga più lunghi di lei. Per mantenere la sua
chioma, che non taglia da 11 anni, sana e splendente usa la birra al
posto dello shampo.
GUENDALINA E LUCA MARIN, L'AMORE NATO SUI SOCIAL
Un amore nato grazie ai social network quello fra Guendalina Canessa, ex gieffina ed ex di Daniele Interrante e Luca Marin:
"Luca - ha raccontato la Canessa a "Chi" - era un mio follower. Tra noi
mai uno scambio, mai un messaggio in privato, niente di niente. Però io
osservavo la sua foto e mi dicevo: "prima o poi mi farò avanti. prima o
poi gli scrivo". Luca mi è sempre piaciuto. Ecco, quindi il primo
passo, o se volete il primo cinguettio, l'ho fatto io".
Luca ha subito risposto: "Ho scritto poche parole per capire se fossi capace di scatenare una reazione. E m'è riuscito. Era la notte fra il 31 dicembre e il 1 gennaio. Luca mi ha risposto subito, dicendo che era a Londra per trascorrere l'ultimo dell'anno. Da quel momento non ci siamo mai più perso di vista. e ora, dopo due mesi, eccoci qui".
Luca ha subito risposto: "Ho scritto poche parole per capire se fossi capace di scatenare una reazione. E m'è riuscito. Era la notte fra il 31 dicembre e il 1 gennaio. Luca mi ha risposto subito, dicendo che era a Londra per trascorrere l'ultimo dell'anno. Da quel momento non ci siamo mai più perso di vista. e ora, dopo due mesi, eccoci qui".
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