venerdì 29 marzo 2013
La dieta in gravidanza "costruisce" il nostro futuro
Dimmi cosa ha mangiato tua madre e ti dirò chi sei. La dieta
durante i nove mesi di gravidanza determina il futuro del nascituro. La
tesi è sviluppata in un libro Origins di Anne Murphy Paul
che dispensa anche molti consigli sull'alimentazione: non esagerare con
il consumo di cibo perché il bambino rischia di nascere con
malformazioni, buisogna mangiare proteine per evitare che il piccolo
sviluppi tessuto adiposo e non muscoli rischiando così obesità, diabete e
malattie cardiache. Sì al consumo di pesce ma senza esagerare: da un
lato aiuta a sviluppare il sistema nervoso, ma un consumo eccessivo di
tonno e pesce spada, tramette poco mercurio al piccolo e potrebbe
portarlo ad avere difficoltà ad esprimersi o un ritardo mentale. Se si
mangia troppo il piccolo potrebbe avere delle malformzioni. Anche la
stagione in cui si nasce condiziona il futuro chi nasce in estate è più
alto di un centimetro, e ha un'ossatura più forte: questo perché nei
mesi caldi la mamma sintentizza più vitamina D.
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martedì 26 marzo 2013
La Fico a Balotelli: "Vieni a vedere tua figlia"
Occhi neri, riccioli ribelli come quelli della madre e
carnagione scura come il papà. Quel padre che però non vuole
riconoscerla e anzi, non l'ha mai neanche voluta incontrare. Raffella Fico, 25 anni, tiene tra le braccia la piccola Pia: frutto dell'amore durato undici mesi con l'attaccante oggi del Milan, Mario Balotelli. In un'intervista rilasciata al settimanale Gente la
giovane donna, che mise la propria verginità all'asta, lancia
l'appello: "Vorrei cha Mario incontrasse Pia. Che le volesse bene". La
Fico poi si racconta come madre amorevole e determinata. "Non è
bellissima, Pia? A volte mi alzo la mattina e sono triste, ma mi basta
prenderla in braccio, accarezzarla , per sentirmi bene. Le ho dato la
vita e lei ha reso migliore la mia. Ma è inutile negarlo: non è stato e
non sarà semplice. Finora ho dovuto essere madre e padre per questa
bimba" si sfoga Raffaella. Del vero motivo sulla fine della sua storia
con il giocatore si sa poco o niente. Lui adesso sta con un'altra e lei
cresce la loro bambina in un paese alle porte di Napoli, aiutata dalla
madre e dal fratello. Non si sono più visti né sentiti. Tra i due solo
botta e risposta mediatici, seguiti dalla richiesta di Mario, arrivata
tramite l'agenzia di stampa Ansa, di avere il test del Dna. La
Fico ha acconsentito. Il test, però, per essere effettuato necessita che
i due genitori si rechino insieme in Tribunale per un processo nel
quale viene disposta la prova del Dna. "Sono qui e sono pronta, Lui lo
è? Deve solo dirmi dove e quando" garantisce Raffaella al latitante ex
compagno.
L'anello - Lei però di Mario ha ancora un bel ricordo, quello di un grande amore: "In un attimo si stravolge ogni cosa: ora c'è una nuova creatura, ma è naufragato il sogno che avevo, anzi che avevamo: mettere su famiglia". Non solo una storia di passione quindi quella tra la showgirl e Mario, i due avevano intenzioni serie: " Volevamo sposarci. Lui mi ha regalato un anello, io ho tatuato sull'anulare destro le sue iniziali, lui ha una R, un cuore e una F sul braccio destro" asserisce la Fico che sulla somiglianza tra la bambina e Balotelli ironizza: "A chi assomiglia? Pia è la forma evoluta del padre. E di noi due insieme. La guardo e ricordo quello che è stato tra me e Mario. Ma penso anche a quanto di bello si stia perdendo lui non avendola ancora vista e presa tra le braccia. Non me ne capacito". Raffaella non riesce a credere che un padre non abbia il desiderio di tenere tra le braccia quel piccolo fagottino e giura che l'amore per lui ormai è concluso: "Una donna incinta che si sente abbandonare è spaventata, piange ma è anche piena di rabbia. Una che partorisce e si sente dire dal padre di sua figlia che non gli interessa, è come se ricevesse un pugno al cuore". Ferita si, ma anche determinata: "Domani Pia mi farà domande e voglio darle le risposte giuste". Dopo l'amore tormentato, le troppe parole, la morte delle speranze e la vita che nasce in una nuova creatura adesso la Fico vuole andare avanti ma non prima di aver lanciato un ultimo appello al campione milanista: "Vorrei che incontrasse Pia. Le volesse bene. E trovasse il modo di avere un rapporto civile con me, per nostra figlia. Ho perso il papà un anno e mezzo fa, so cosa significa sentirlo accanto e che vuoto si provi a non averlo più. Un padre è un punto di riferimento non voglio pensare che la mia bambina ne venga privata".
L'anello - Lei però di Mario ha ancora un bel ricordo, quello di un grande amore: "In un attimo si stravolge ogni cosa: ora c'è una nuova creatura, ma è naufragato il sogno che avevo, anzi che avevamo: mettere su famiglia". Non solo una storia di passione quindi quella tra la showgirl e Mario, i due avevano intenzioni serie: " Volevamo sposarci. Lui mi ha regalato un anello, io ho tatuato sull'anulare destro le sue iniziali, lui ha una R, un cuore e una F sul braccio destro" asserisce la Fico che sulla somiglianza tra la bambina e Balotelli ironizza: "A chi assomiglia? Pia è la forma evoluta del padre. E di noi due insieme. La guardo e ricordo quello che è stato tra me e Mario. Ma penso anche a quanto di bello si stia perdendo lui non avendola ancora vista e presa tra le braccia. Non me ne capacito". Raffaella non riesce a credere che un padre non abbia il desiderio di tenere tra le braccia quel piccolo fagottino e giura che l'amore per lui ormai è concluso: "Una donna incinta che si sente abbandonare è spaventata, piange ma è anche piena di rabbia. Una che partorisce e si sente dire dal padre di sua figlia che non gli interessa, è come se ricevesse un pugno al cuore". Ferita si, ma anche determinata: "Domani Pia mi farà domande e voglio darle le risposte giuste". Dopo l'amore tormentato, le troppe parole, la morte delle speranze e la vita che nasce in una nuova creatura adesso la Fico vuole andare avanti ma non prima di aver lanciato un ultimo appello al campione milanista: "Vorrei che incontrasse Pia. Le volesse bene. E trovasse il modo di avere un rapporto civile con me, per nostra figlia. Ho perso il papà un anno e mezzo fa, so cosa significa sentirlo accanto e che vuoto si provi a non averlo più. Un padre è un punto di riferimento non voglio pensare che la mia bambina ne venga privata".
Mara Carfagna, dal dolore per il divorzio alla politica: "Berlusconi ha creduto in me"
La parlamentare per il Popolo della Libertà ed ex showgirl, Mara Carfagna 37 anni, a distanza di alcuni mesi dall'addio con l'imprenditore Marco Mezzaroma torna sull'argomento e racconta il suo dolore in un'intervista per il settimanale Grazia.
Il matrimonio, durato solamente un anno, è stato fonte di grande pena
per l'ex ministro delle Pari Opportunità che dichiara di aver affrontato
la rottura da sola: "In silenzio. Io faccio così. È una cosa che ho
imparato da mia madre. Anche lei ha attraversato, a suo tempo, un
periodo di separazione. E lo ha fatto con dignità e riservatezza" e poi
aggiunge: "E' stato un dolore enorme". Per fortuna, a non farla
concentrare troppo sui disguidi della sua vita sentimentale, c'era la
politica: "Ero sempre triste. Ma dovevo pur uscire di casa, no? La
campagna elettorale a suo tempo mi ha dato una grande mano a
metabolizzare la sofferenza". Adesso si dichiara pronta ad affrontare la
sua nuova vita e si dice fiduciosa: "Sono in ripresa. Ce la sto
facendo".
Le critiche - La Carfagna è stata spesso accusata di essere giunta ai vertici non per meritocrazia, ma solamente perchè ritenuta una bella donna, e quindi non meritevole del ruolo che occupa. Lei però non ci sta all'etichetta imposta e riguardo ai pregiudizi nei suoi confronti si dice pronta a superarli: "Perché venivo dalla tv. E perché ho fatto una carriera velocissima. Si dava per scontato che ci fosse qualcosa di poco pulito" e poi aggiunge un ringraziamento personale "E invece Berlusconi ha creduto in me". Mara però non rinnega niente del suo passato: "Ho cominciato a lavorare in tv per mantenermi agli studi. Ma sapevo che quella non sarebbe stata la mia vera vita", del suo passato sul piccolo schermo conserva le fotografie e i ricordi ma adesso vuole concentrarsi solo su questioni governative: "Di sicuro vado più fiera delle migliaia di preferenze che ho preso nelle regionali in Campania". La Carfagna è dovuta scendere a patti con se stessa per poter risultare credibile agli occhi dei suoi colleghi uomini, partendo dall'abbigliamento: "Ho cambiato look anche per una questione di rispetto. Se vado in chiesa non indosso gli shorts. E poi ho dovuto conquistarmi un’autorevolezza che mi veniva negata a prescindere". La parlamentare, al momento, si dice concentrata solo sul lavoro, d'altronde, per le questioni di cuore c'è ancora tanto tempo.
Le critiche - La Carfagna è stata spesso accusata di essere giunta ai vertici non per meritocrazia, ma solamente perchè ritenuta una bella donna, e quindi non meritevole del ruolo che occupa. Lei però non ci sta all'etichetta imposta e riguardo ai pregiudizi nei suoi confronti si dice pronta a superarli: "Perché venivo dalla tv. E perché ho fatto una carriera velocissima. Si dava per scontato che ci fosse qualcosa di poco pulito" e poi aggiunge un ringraziamento personale "E invece Berlusconi ha creduto in me". Mara però non rinnega niente del suo passato: "Ho cominciato a lavorare in tv per mantenermi agli studi. Ma sapevo che quella non sarebbe stata la mia vera vita", del suo passato sul piccolo schermo conserva le fotografie e i ricordi ma adesso vuole concentrarsi solo su questioni governative: "Di sicuro vado più fiera delle migliaia di preferenze che ho preso nelle regionali in Campania". La Carfagna è dovuta scendere a patti con se stessa per poter risultare credibile agli occhi dei suoi colleghi uomini, partendo dall'abbigliamento: "Ho cambiato look anche per una questione di rispetto. Se vado in chiesa non indosso gli shorts. E poi ho dovuto conquistarmi un’autorevolezza che mi veniva negata a prescindere". La parlamentare, al momento, si dice concentrata solo sul lavoro, d'altronde, per le questioni di cuore c'è ancora tanto tempo.
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Belen a pochi giorni dal parto riscopre la riservatezza
La gravidanza avanzata ha regalato a Belen Rodriguez la
riservatezza. Lei che non ha mai disdegnato di essere al centro
dell'attenzione dei paparazzi, che ha fatto della sua vita privata una
fiction da condividere con i suoi fan a pochi giorni dalla nascita del
figlio Santiago ha cambiato idea. Riconosciuta per le
strade di Milano mentre faceva shopping con la madre la bella argentina
avrebbe volentieri evitato quei flash che l'hanno immortalata con tutte
le sue curve arrotondate dal prossimo lieto evento. Ha provato a
proteggersi il volto con la mano, ma non c'è stato niente da fare. Il
fotografo ha continuato a seguirla e lei è stata costretta a rifuggiarsi
in auto.
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Meredith, annullata l'assoluzione di Amanda Knox e Raffaele Sollecito
Il processo è da rifare. La Cassazione
ha annullato l'asoluzione per Amanda Knox e Raffaele Sollecito nel
processo per l'uccisione della studentessa inglese Meredith Kercher.
La corte suprema ha accolto dunque il ricorso del pg che ha chiesto l'annullamento della sentenza di secondo grado con cui erano stati assolti i due ex fidanzati. Il nuovo processo d'appello per l'omicidio di Meredith Kercher si celebrerà a Firenze, forse prima dell'estate. Dopo la decisione di oggi gli atti dovranno essere trasmessi nel capoluogo toscano. In Corte d'Appello a Firenze si spiega che i tempi dipenderanno dal calendario delle udienze già fissate e dalla durata dei processi, ma che dovrebbero essere relativamente veloci.
La Corte di cassazione ha respinto invece il ricorso di Amanda contro la condanna a tre anni di reclusione per calunnia nei confronti di Patrick Lumumba, l'uomo da lei accusato del delitto. La condanna diventa così definitiva. La Knox ha già interamente scontato la pena.
«Sono delusa»: è quanto ha detto Amanda al suo legale Carlo Dalla Vedova, che l'ha informata della decisione della Cassazione di disporre un nuovo processo d'appello. Amanda, che è negli Stati Uniti, ha passato una notte insonne in attesa del verdetto della Suprema Corte. «Continuano a non credermi», aveva detto l'americana nella tarda serata di ieri al telefono con uno dei suoi legali.
«Sono addolorata», sono poi le dichiarazioni di Amanda riportate dal Seattle Times in cui la ragazza definisce «completamente infondata e ingiusta» la teoria dei procuratori di Perugia. «Non importa ciò che accadrà: io e la mia famiglia continueremo la nostra battaglia legale, fiduciosi nella verità contro accuse errate».
Knox ha atteso la decisione della Cassazione nella sua casa di Seattle. La studentessa è infatti tornata negli Usa dopo essere stata scarcerata. «Già da ieri sera - ha detto Dalla Vedova - era preoccupata e in trepida attesa. Ha trascorso la notte senza dormire. Oggi è delusa ma non abbattuta, come è sempre stata per il suo carattere. È consapevole della sua innocenza. Prima di esprimere un giudizio definitivo sulla sentenza della Cassazione, aspettiamo comunque di leggere le motivazioni».
Assente in aula, al momento della lettura del dispositivo della sentenza, il padre di Raffaele Sollecito, anche lui non presente in aula, che ieri invece aveva trascorso la giornata in attesa al Palazzaccio. «Non per pessimismo», ha detto il legale di Raffaele, l'avvocato Luca Maori, commentando la sentenza dei giudici della Cassazione, ma perché «è una persona stanca che si è battuta come un leone. E non se la sentiva di essere ancora aggredita dai giornalisti. Del resto - ha aggiunto l'avvocato - questo non è un processo, ma un processo mediatico» e «il padre di Raffaele non vuole più essere oggetto del clamore mediatico di questi cinque anni», ha concluso il legale.
Ha accolto in lacrime la notizia dell'annullamento del processo d'appello, la sorella di Meredity, Stephanie. «Sono felice...», ha detto al legale di famiglia, l'avvocato Francesco Maresca. Il legale ha spiegato alla sorella di Meredith la decisione della Cassazione. «Voleva capire che cosa accadrà adesso», ha detto l'avvocato Maresca che rappresenta la famiglia Kercher come parte civile. «Sono felice - ha aggiunto Stephanie - e voglio capire».
Il gesto del pugno in segno di vittoria. Così l'avvocato Maresca ha accolto la sentenza di annullamento. «Questa decisione - ha poi detto Maresca - serve anche a ridare la definitiva e finale verità sull'omicidio di Meredith. C'erano più persone assieme a Guede. I giudici ci diranno chi». «Avevo fiducia», ha aggiunto l'avvocato: «La Cassazione è conosciuta per la sua preparazione in punto di diritto. Avevo fiducia perché erano tanti i vizi della sentenza d'appello. Questa è una vittoria processuale e morale».
«La battaglia continua», ha osservato l'avvocato Giulia Bongiorno, un altro dei difensori di Sollecito. «Questo processo è partito in salita - ha detto Bongiorno - e stiamo scalando un gradino dopo l'altro. Certo, oggi, nel giorno del compleanno di Raffaele, speravamo di sentire la parola fine, anche perché la sentenza di appello è stata coerente e logica. La decisione della Cassazione non è comunque una condanna. Non ripartiremo da zero, ma solo leggendo le motivazioni dei giudici potremo capire su cosa si svolgerà il processo di appello».
Il pg della Cassazione Luigi Riello ieri aveva chiesto di annullare l'assoluzione di Raffaele e Amanda per l'omicidio avvenuto a Perugia nella notte tra il primo e due novembre del 2007. Condannati a 25 e 26 anni di reclusione in primo grado i due sono stati assolti in appello, tornando liberi dopo quasi quattro anni di reclusione.
Il nuovo processo d'appello a Sollecito e Knox sarà «su tutto»: a dirlo è stato il procuratore generale della Cassazione subito dopo la lettura del dispositivo. Il magistrato ha spiegato che è stato totalmente accolto il ricorso della Procura generale di Perugia. Ad occuparsi del caso sarà la Corte d'assise d'appello di Firenze in quanto a Perugia c'è solo una sezione del collegio di secondo grado. «La sentenza della Cassazione - ha spiegato ancora il procuratore generale - sarà come un binario sul quale la Corte di Firenze si dovrà muovere, dirà quali principi seguire per rinnovare il giudizio». Il procuratore generale ha ribadito che in Cassazione sul banco degli imputati «non ci sono le persone ma le sentenze».
«La sentenza della corte d'appello di Perugia» che ha assolto Sollecito e Knox «è un raro concentrato di violazioni di legge e di illogicità e credo che debba essere annullata», aveva sottolineato ieri il pg della Cassazione. La studentessa inglese, che nel 2007 era giunta da poco a Perugia per studiare, venne colpita mortalmente alla gola con un coltello nella sua camera di una casa presa in affitto in via della Pergola. Le indagini della polizia coordinate dal sostituto procuratore Giuliano Mignini portarono, il 6 novembre, all'arresto di Sollecito e dell'allora fidanzata Amanda Knox, coinquilina della Kercher. In carcere finì anche Patrick Lumumba, coinvolto proprio dalle dichiarazioni dell'americana ma poi risultato totalmente estraneo agli addebiti e quindi scarcerato e prosciolto.
Le indagini portarono invece a individuare Rudy Guede, incastrato da un'impronta di mano insanguinata accanto al cadavere. Arrestato in Germania dove era fuggito è stato condannato con il rito abbreviato a 16 anni di reclusione diventati definitivi e che sta scontando nel carcere di Viterbo. Sollecito e la Knox si sono sempre proclamati innocenti.
La sentenza di secondo grado è stata impugnata in Cassazione dalla procura generale di Perugia. Con un ricorso di un centinaio di pagine firmato dal capo dell'Ufficio Giovanni Galati e dal sostituto Giancarlo Costagliola che hanno chiesto l'annullamento dell'assoluzione e quindi il rinvio a un nuovo esame. Così come i legali della famiglia Kercher. Anche loro hanno fatto ricorso contro l'assoluzione dei due ex fidanzati. La Cassazione dovrà decidere anche sul ricorso della difesa della Knox contro la condanna dell'americana a tre anni, già scontati, per la calunnia a Lumumba.
«In questo processo il giudice di merito ha smarrito la bussola», ha sostenuto Riello nella sua requisitoria, riferendosi alla sentenza d'appello che ha assolto Sollecito e Knox. Secondo il pg il collegio di secondo grado ha «frantumato gli elementi indiziari», parlando di una loro «parcellizzazione». Riello ha poi parlato di una «buona dose di snobbismo» dei giudici d'appello «nel banalizzare» la sentenza di condanna in primo grado «riducendola a quattro motivi». Ha poi definito «punto fondamentale» la calunnia della Knox a Patrick Lumumba.
«Imputare tutto a questi pasticcioni della scientifica, che non sono brigadieri, con tutto il rispetto, che giocano a fare il piccolo chimico, ma un reparto altamente specializzato, è non congruo», ha detto ancora il pg, che ha comunque ricordato che gli stessi periti di appello hanno escluso che eventuali contaminazioni fossero avvenute in laboratorio. Riello ha aggiunto che gli accertamenti genetici sono stati svolti con le garanzie degli esami irripetibili, «del tutto assimilabili alle perizie».
L'avvocato Carlo Dalla Vedova, uno dei difensori di Knox, ha sottolineato ieri che il dibattimento di appello «ha solo portato alla luce la verità dopo l'errore compiuto la sera del 6 novembre (quella dell'arresto dei due fidanzati, ndr)». «Un errore sanato - ha ribadito il legale - dalla sentenza d'appello». L'avvocato Dalla Vedova ha ricordato le «54 ore di interrogatorio subite da Amanda, voleva collaborare perché era amica di Meredith». Ha poi parlato del memoriale scritto da Amanda in questura sottolineando come lei dicesse di essere «confusa, non sicura di ciò che ho detto». Dalla Vedova ha parlato di un tentativo di riapertura del processo in Cassazione, «in una sorta di terzo grado di giudizio». «Confidiamo che la Cassazione recuperi la sentenza d'appello e gli dia sostanza» ha concluso l'altro difensore della Knox, l'avvocato Luciano Ghirga.
La corte suprema ha accolto dunque il ricorso del pg che ha chiesto l'annullamento della sentenza di secondo grado con cui erano stati assolti i due ex fidanzati. Il nuovo processo d'appello per l'omicidio di Meredith Kercher si celebrerà a Firenze, forse prima dell'estate. Dopo la decisione di oggi gli atti dovranno essere trasmessi nel capoluogo toscano. In Corte d'Appello a Firenze si spiega che i tempi dipenderanno dal calendario delle udienze già fissate e dalla durata dei processi, ma che dovrebbero essere relativamente veloci.
La Corte di cassazione ha respinto invece il ricorso di Amanda contro la condanna a tre anni di reclusione per calunnia nei confronti di Patrick Lumumba, l'uomo da lei accusato del delitto. La condanna diventa così definitiva. La Knox ha già interamente scontato la pena.
«Sono delusa»: è quanto ha detto Amanda al suo legale Carlo Dalla Vedova, che l'ha informata della decisione della Cassazione di disporre un nuovo processo d'appello. Amanda, che è negli Stati Uniti, ha passato una notte insonne in attesa del verdetto della Suprema Corte. «Continuano a non credermi», aveva detto l'americana nella tarda serata di ieri al telefono con uno dei suoi legali.
«Sono addolorata», sono poi le dichiarazioni di Amanda riportate dal Seattle Times in cui la ragazza definisce «completamente infondata e ingiusta» la teoria dei procuratori di Perugia. «Non importa ciò che accadrà: io e la mia famiglia continueremo la nostra battaglia legale, fiduciosi nella verità contro accuse errate».
Knox ha atteso la decisione della Cassazione nella sua casa di Seattle. La studentessa è infatti tornata negli Usa dopo essere stata scarcerata. «Già da ieri sera - ha detto Dalla Vedova - era preoccupata e in trepida attesa. Ha trascorso la notte senza dormire. Oggi è delusa ma non abbattuta, come è sempre stata per il suo carattere. È consapevole della sua innocenza. Prima di esprimere un giudizio definitivo sulla sentenza della Cassazione, aspettiamo comunque di leggere le motivazioni».
Assente in aula, al momento della lettura del dispositivo della sentenza, il padre di Raffaele Sollecito, anche lui non presente in aula, che ieri invece aveva trascorso la giornata in attesa al Palazzaccio. «Non per pessimismo», ha detto il legale di Raffaele, l'avvocato Luca Maori, commentando la sentenza dei giudici della Cassazione, ma perché «è una persona stanca che si è battuta come un leone. E non se la sentiva di essere ancora aggredita dai giornalisti. Del resto - ha aggiunto l'avvocato - questo non è un processo, ma un processo mediatico» e «il padre di Raffaele non vuole più essere oggetto del clamore mediatico di questi cinque anni», ha concluso il legale.
Ha accolto in lacrime la notizia dell'annullamento del processo d'appello, la sorella di Meredity, Stephanie. «Sono felice...», ha detto al legale di famiglia, l'avvocato Francesco Maresca. Il legale ha spiegato alla sorella di Meredith la decisione della Cassazione. «Voleva capire che cosa accadrà adesso», ha detto l'avvocato Maresca che rappresenta la famiglia Kercher come parte civile. «Sono felice - ha aggiunto Stephanie - e voglio capire».
Il gesto del pugno in segno di vittoria. Così l'avvocato Maresca ha accolto la sentenza di annullamento. «Questa decisione - ha poi detto Maresca - serve anche a ridare la definitiva e finale verità sull'omicidio di Meredith. C'erano più persone assieme a Guede. I giudici ci diranno chi». «Avevo fiducia», ha aggiunto l'avvocato: «La Cassazione è conosciuta per la sua preparazione in punto di diritto. Avevo fiducia perché erano tanti i vizi della sentenza d'appello. Questa è una vittoria processuale e morale».
«La battaglia continua», ha osservato l'avvocato Giulia Bongiorno, un altro dei difensori di Sollecito. «Questo processo è partito in salita - ha detto Bongiorno - e stiamo scalando un gradino dopo l'altro. Certo, oggi, nel giorno del compleanno di Raffaele, speravamo di sentire la parola fine, anche perché la sentenza di appello è stata coerente e logica. La decisione della Cassazione non è comunque una condanna. Non ripartiremo da zero, ma solo leggendo le motivazioni dei giudici potremo capire su cosa si svolgerà il processo di appello».
Il pg della Cassazione Luigi Riello ieri aveva chiesto di annullare l'assoluzione di Raffaele e Amanda per l'omicidio avvenuto a Perugia nella notte tra il primo e due novembre del 2007. Condannati a 25 e 26 anni di reclusione in primo grado i due sono stati assolti in appello, tornando liberi dopo quasi quattro anni di reclusione.
Il nuovo processo d'appello a Sollecito e Knox sarà «su tutto»: a dirlo è stato il procuratore generale della Cassazione subito dopo la lettura del dispositivo. Il magistrato ha spiegato che è stato totalmente accolto il ricorso della Procura generale di Perugia. Ad occuparsi del caso sarà la Corte d'assise d'appello di Firenze in quanto a Perugia c'è solo una sezione del collegio di secondo grado. «La sentenza della Cassazione - ha spiegato ancora il procuratore generale - sarà come un binario sul quale la Corte di Firenze si dovrà muovere, dirà quali principi seguire per rinnovare il giudizio». Il procuratore generale ha ribadito che in Cassazione sul banco degli imputati «non ci sono le persone ma le sentenze».
«La sentenza della corte d'appello di Perugia» che ha assolto Sollecito e Knox «è un raro concentrato di violazioni di legge e di illogicità e credo che debba essere annullata», aveva sottolineato ieri il pg della Cassazione. La studentessa inglese, che nel 2007 era giunta da poco a Perugia per studiare, venne colpita mortalmente alla gola con un coltello nella sua camera di una casa presa in affitto in via della Pergola. Le indagini della polizia coordinate dal sostituto procuratore Giuliano Mignini portarono, il 6 novembre, all'arresto di Sollecito e dell'allora fidanzata Amanda Knox, coinquilina della Kercher. In carcere finì anche Patrick Lumumba, coinvolto proprio dalle dichiarazioni dell'americana ma poi risultato totalmente estraneo agli addebiti e quindi scarcerato e prosciolto.
Le indagini portarono invece a individuare Rudy Guede, incastrato da un'impronta di mano insanguinata accanto al cadavere. Arrestato in Germania dove era fuggito è stato condannato con il rito abbreviato a 16 anni di reclusione diventati definitivi e che sta scontando nel carcere di Viterbo. Sollecito e la Knox si sono sempre proclamati innocenti.
La sentenza di secondo grado è stata impugnata in Cassazione dalla procura generale di Perugia. Con un ricorso di un centinaio di pagine firmato dal capo dell'Ufficio Giovanni Galati e dal sostituto Giancarlo Costagliola che hanno chiesto l'annullamento dell'assoluzione e quindi il rinvio a un nuovo esame. Così come i legali della famiglia Kercher. Anche loro hanno fatto ricorso contro l'assoluzione dei due ex fidanzati. La Cassazione dovrà decidere anche sul ricorso della difesa della Knox contro la condanna dell'americana a tre anni, già scontati, per la calunnia a Lumumba.
«In questo processo il giudice di merito ha smarrito la bussola», ha sostenuto Riello nella sua requisitoria, riferendosi alla sentenza d'appello che ha assolto Sollecito e Knox. Secondo il pg il collegio di secondo grado ha «frantumato gli elementi indiziari», parlando di una loro «parcellizzazione». Riello ha poi parlato di una «buona dose di snobbismo» dei giudici d'appello «nel banalizzare» la sentenza di condanna in primo grado «riducendola a quattro motivi». Ha poi definito «punto fondamentale» la calunnia della Knox a Patrick Lumumba.
«Imputare tutto a questi pasticcioni della scientifica, che non sono brigadieri, con tutto il rispetto, che giocano a fare il piccolo chimico, ma un reparto altamente specializzato, è non congruo», ha detto ancora il pg, che ha comunque ricordato che gli stessi periti di appello hanno escluso che eventuali contaminazioni fossero avvenute in laboratorio. Riello ha aggiunto che gli accertamenti genetici sono stati svolti con le garanzie degli esami irripetibili, «del tutto assimilabili alle perizie».
L'avvocato Carlo Dalla Vedova, uno dei difensori di Knox, ha sottolineato ieri che il dibattimento di appello «ha solo portato alla luce la verità dopo l'errore compiuto la sera del 6 novembre (quella dell'arresto dei due fidanzati, ndr)». «Un errore sanato - ha ribadito il legale - dalla sentenza d'appello». L'avvocato Dalla Vedova ha ricordato le «54 ore di interrogatorio subite da Amanda, voleva collaborare perché era amica di Meredith». Ha poi parlato del memoriale scritto da Amanda in questura sottolineando come lei dicesse di essere «confusa, non sicura di ciò che ho detto». Dalla Vedova ha parlato di un tentativo di riapertura del processo in Cassazione, «in una sorta di terzo grado di giudizio». «Confidiamo che la Cassazione recuperi la sentenza d'appello e gli dia sostanza» ha concluso l'altro difensore della Knox, l'avvocato Luciano Ghirga.
domenica 24 marzo 2013
Guedalina Tavassi:,, non volevo sposarmi, poi e arrivato Umberto''
"Ero proprio contraria al matrimonio, a queste smancerie. Ma Umberto è unico", non si voleva sposare, ma Guendalina Tavassi ha poi incontrato il suo futuro marito, Umberto D'Aponte:
" Un uomo come lui non esiste - ha dichiarato a "Visto" - È proprio il
principe azzurro che tutte sognano, una persona che mi hanno mandato
dal cielo. E ora, dato che l'ho trovato, non me lo lascio certo
sfuggire".
Le nozze saranno in grande stile: "Vogliamo fare una bella festa. L'abbiamo organizzata alla "Casina Valadier", sul Pincio, uno dei posti più belli di Roma. I genitori di Umberto sanno che mi piacciono i fuochi d'artificio e mi hanno già procurato i più belli. In più, su ogni tavolo, ci sarà una macchina fotografica usa e getta per immortalare ogni momento e tenerlo come ricordo. E anche una torta finta dove ognuno potrà lasciare un pensiero in un bigliettino".
Anche il modo in cui Umberto le ha chiesto la mano è stato romantico: "La cena è stata comunque bellissima e Umberto aveva anche prenotato la suite più bella dell'hotel. Il momento clou è arrivato quasi alla fine delle portate: il cameriere ha portato ancora un mazzo di rose rosse e all'interno c'erano delle lettere da comporre. Le ho messe insieme ed è venuta fuori la frase: ''Vuoi sposare?". Avevano perso la "M" e la ''l''. Però ho capito lo stesso. Sono rimasta senza parole, anche perché nello stesso momento Umberto mi ha infilato un bellissimo anello al dito, davvero meraviglioso, e me l'ha ripetuto a voce".
Le nozze saranno in grande stile: "Vogliamo fare una bella festa. L'abbiamo organizzata alla "Casina Valadier", sul Pincio, uno dei posti più belli di Roma. I genitori di Umberto sanno che mi piacciono i fuochi d'artificio e mi hanno già procurato i più belli. In più, su ogni tavolo, ci sarà una macchina fotografica usa e getta per immortalare ogni momento e tenerlo come ricordo. E anche una torta finta dove ognuno potrà lasciare un pensiero in un bigliettino".
Anche il modo in cui Umberto le ha chiesto la mano è stato romantico: "La cena è stata comunque bellissima e Umberto aveva anche prenotato la suite più bella dell'hotel. Il momento clou è arrivato quasi alla fine delle portate: il cameriere ha portato ancora un mazzo di rose rosse e all'interno c'erano delle lettere da comporre. Le ho messe insieme ed è venuta fuori la frase: ''Vuoi sposare?". Avevano perso la "M" e la ''l''. Però ho capito lo stesso. Sono rimasta senza parole, anche perché nello stesso momento Umberto mi ha infilato un bellissimo anello al dito, davvero meraviglioso, e me l'ha ripetuto a voce".
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Selvaggia Lucarelli contra i vip
Sempre graffiante Selvaggia Lucarelli che dalla sua pagina Facebook stavolta si scaglia contro il "lavoro" dei vip del mondo dello spettacolo: "In questi giorni - si legge sul social network
- o sentito spesso gentili signorine che popolano il favoloso mondo
dello spettacolo pronunciare la frase "Domani lavoro", "Ieri ho
lavorato", "Questa settimana ho avuto un sacco di lavoro". Approfondendo
si scopre sempre che questi "lavori" consistono nel dispensare sorrisi
ai fotografi all'inaugurazione di una gioielleria o del centro
commerciale Le vele a cifre che un comune mortale guadagna in un anno di
lavoro al tornio. Ma non è il cachet il punto e non è manco la
demagogia del sabato pomeriggio. Il punto è che tu, gentile signorina,
saresti pregata di non dire "Domani lavoro", ma "Domani inauguro una
pizzeria al taglio". Le parole sono importanti, come lo è comprendere la
differenza tra lavorare e avere il culo di essere solo belle, perchè a
guadagnare tanto col minimo sforzo non c'è nulla di male, ma a
guadagnare tanto chiamando "lavoro" l'intervista a La vita in diretta
sui benefici del massaggio linfodrenante nel centro estetico I girasoli,
mi verrebbe da prenderti a schiaffoni. Ma tanti, così tanti , da
poterli definire un lavoro"
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